Nel tempo della clessidra: Giuseppe Leone al Salone Internazionale del Libro di Torino

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in foto Giuseppe Leone

Tra i titoli presenti al Salone Internazionale del Libro di Torino ci sarà anche I giorni della clessidra. O la libertà del cuore, il nuovo libro di Giuseppe Leone pubblicato da Guida Editori. Una presenza significativa all’interno di uno degli appuntamenti culturali più autorevoli e partecipati del panorama editoriale italiano, luogo di confronto tra letteratura, arti visive, pensiero contemporaneo e nuove sensibilità culturali.

Per Leone, artista e autore da anni impegnato in una ricerca personale fortemente indipendente, la partecipazione al Salone non rappresenta soltanto la presenza di un volume in catalogo, ma l’ingresso di un percorso umano e creativo dentro uno spazio nazionale di dialogo culturale.

I giorni della clessidra. O la libertà del cuore si presenta infatti come un’opera sospesa tra riflessione autobiografica, scrittura poetica, pensiero critico e necessità espressiva. Un libro che attraversa temi come il tempo, la memoria, l’identità, il disagio contemporaneo e il bisogno di libertà interiore, mantenendo sempre una voce personale, distante dalle formule narrative convenzionali.

in foto “Narciso lettere d’amore” di Giuseppe Leone

La “clessidra” evocata nel titolo non è soltanto simbolo del tempo che scorre, ma immagine della condizione umana contemporanea: fragile, inquieta, esposta continuamente alla perdita e alla trasformazione.
La “libertà del cuore”, invece, diventa quasi una dichiarazione poetica ed etica. Una libertà che Leone ricerca attraverso l’arte e la scrittura, rifiutando linguaggi già codificati o forme espressive addomesticate dal mercato e dalle mode culturali.

Nelle pagine del libro riaffiorano inoltre alcuni elementi centrali della poetica dell’autore, già presenti nella sua produzione artistica: Narciso come riflessione sull’identità e sull’autoritratto interiore; gli Ex voto come memoria popolare e spirituale; le “Scarabattole” come reliquie poetiche del quotidiano e della fragilità umana.
Temi che contribuiscono a trasformare il volume in una naturale prosecuzione narrativa della sua ricerca visiva.

in foto “Dio donò la luce alla mia Venere”, di Giuseppe Leone

L’opera conserva infatti il ritmo e la materia della pittura di Leone: una scrittura spesso frammentaria, lirica, a tratti visionaria, che non cerca la perfezione formale ma l’autenticità emotiva del pensiero.
Un attraversamento personale che mette al centro l’uomo, le sue inquietudini, il bisogno di resistere all’omologazione e la necessità di trovare ancora uno spazio umano dentro la velocità del presente.

La presenza al Salone Internazionale del Libro di Torino assume inoltre un significato particolare anche nel rapporto con Guida Editori, storica casa editrice che celebra il traguardo dei cento anni di attività. Un percorso editoriale lungo un secolo che ha attraversato importanti stagioni culturali italiane, mantenendo viva una visione della cultura come luogo di confronto, formazione e libertà del pensiero.

In questo intreccio tra memoria editoriale e ricerca contemporanea, la partecipazione di Leone al Salone acquista un valore simbolico ancora più forte: da una parte la continuità storica di una realtà editoriale che ha accompagnato generazioni di autori e intellettuali; dall’altra una voce artistica autonoma che continua a interrogare il presente attraverso la pittura e la scrittura.

In un tempo dominato dalla comunicazione rapida e dall’immagine istantanea, I giorni della clessidra. O la libertà del cuore riafferma la centralità della parola come spazio di riflessione e resistenza interiore.
La presenza al Salone Internazionale del Libro di Torino diventa così non soltanto un appuntamento editoriale, ma un’occasione per condividere pubblicamente una visione dell’arte come necessità vitale, esperienza umana e ricerca di verità.