Neppure con i fichi secchi le nozze di Harry e Megan

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in foto il principe Harry e Meghan Markle, la fidanzata

Nonostante la crisi perenne e il PIL più basso d’Europa, il 2 giugno, festa della Repubblica, il Quirinale invita mille persone e dà da mangiare a tutti prelibatezze in abbondanza. Mentre la regina Elisabetta si scusa con la maggior parte degli invitati al matrimonio, che, essendo troppi, debbono portarsi il pranzo da casa. 600 persone di riguardo dopo la cerimonia, servite a tavola. Ci saranno gli Obama, non i Trump. Alla cena di gala 200 intimi e familiari. 1200 popolani, invece, assisteranno alle nozze dai giardini del castello ma non gli sarà servita neppure una bibita fresca.

Mentre Salvini e Di Maio stanno ricopiando in bella
È la loro prima volta e vanno a rilento. I giornali agonizzanti e alla ricerca dello scandalo credono che un “difficile la formazione del governo” possa far vendere copie in più. Secondo i neofiti della politica il problema è l’economia. Invece, l’Italia è vittima di prepotenza e arroganza. Di alunni vigliacchi che umiliano professori deboli. Di processi interminabili. Di chi parcheggia l’auto in doppia fila per godersi la difficile manovra dell’autobus. Della burocrazia che intralcia qualsiasi attività. Dei milioni di noi che non fanno il proprio dovere. Ecco perché va tutto a scatafascio.

Processarla o premiarla? Se fossi tu il giudice cosa faresti?
“Professore, perché dovrei studiare? Per laurearmi e guadagnare quattro soldi come lei? Mio padre, che è idraulico, il suo stipendio lo fa in una settimana”. E non ci paga neppure le tasse. Così si incrementa l’ignoranza e la disonestà. Un’anziana signora che pretendeva la fattura, ha chiuso in casa l’artigiano ed è andata a chiamare i carabinieri. Come spesso capita alle vittime, adesso è indagata per sequestro di persona. Spesso chi subisce violenza è accusato di provocazione. Viviamo in un paese che protegge chi delinque e la brava gente teme più la Giustizia che il male.

Il capo dello stato è grande, ma purtroppo a noi mancano i denti
Per due mesi gli ipocriti hanno fatto a gara a chi aveva maggiore stima in lui. Però, quando il galantuomo prende la decisione più saggia – darebbe un po’ di ossigeno a un’Italia boccheggiante, ma non coincide con i loro interessi – gli voltano tutti le spalle. Un tempo eravamo brava gente. Oggi meritiamo questi politici ma non un grande Presidente, che, infatti, non abbiamo eletto noi. Lo hanno lasciato solo, sconfitto, e gli elettori senza governo: Per tornare alle urne in piena estate. Persino chi ne uscirà con le ossa rotte. Infischiandosi dei problemi del paese e degli italiani.

Ormai l’ATAC fa invidia all’ISIS
Nel brutto momento storico che stiamo attraversando, quando si sente un’esplosione non si pensa a un incidente. Ogni botto richiama alla memoria un attentato dell’ETA se in Spagna, dell’IRA in Irlanda e dell’ISIS in tutto il mondo. Non si era ancora sospettato dell’ATAC che opera a Roma sotto copertura di azienda di trasporti specializzata in disagi e da un po’ di tempo anche in incendi. Ogni tanto – se ne contano già 11 dall’inizio dell’anno con feriti – le vetture prendono fuoco facendo scoppiare i pneumatici con boati terribili. E senza neppure usare armi né esplosivi.

Se non lo vedono al telegiornale i magistrati non intervengono
Il miracolo della TV. Era accaduto per Pasqua, ma né polizia né magistratura avevano dato seguito alle denunce. Se il TG non ne parla vuol dire che il reato non è grave. Due energumeni dal nome di famiglia ben noto entrano in un bar a Roma e pretendono di essere serviti per primi. Una donna anziana e disabile che deplora la prepotenza dice che è buona creanza rispettare il proprio turno. La prendono a calci, mandandola in ospedale per 30 giorni. Pestato anche il gestore che interviene per proteggerla. Dopo un mese l’episodio appare in TV. Solo allora scattano le manette.

Un tempo era il bel Paese, oggi è un colabrodo
Superficialità, negligenza, ignoranza. L’Italia fa acqua da tutte le parti, soprattutto nel settore della sicurezza. Questa volta la fuga è di un giovane marocchino, 1mt90, recluso per spaccio di droga. La polizia setaccia città e dintorni, ma come si sa, è improbabile che trovi qualcuno. È più facile scoprire i responsabili che prendere l’evaso. È possibile che un detenuto scavalchi due muri e nessuno se ne accorga? Non ci sono le telecamere di controllo? Chi è responsabile della vigilanza nelle carceri di Lodi e di altre città? È così difficile prevenire le evasioni? Nessuno se ne preoccupa.