Nessun cambiamento, nessun progresso

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Tra le cose paradossali rientra la notizia di un politico italiano, Matteo Salvini, che bussa al citofono di un ragazzo tunisino per chiedergli se sia vero che spaccia. In questa azione non c’è né forma giuridica né audacia. Indipendentemente dalla veridicità dell’illazione, la scena ha messo sotto i riflettori un gesto offensivo e inappropriato.
È così che si cerca la verità? A giudicare dal modo teatrale in cui è stata posta la domanda il dubbio che si sia trattato di un espediente alla ricerca di pubblicità è molto forte perché di certo agendo come si è fatto non si sarebbe potuta ottenere nessuna risposta ragionevole o sincera.
È sotto gli occhi di tutti che il comportamento del politico di cui stiamo parlando sia caratterizzato da gesti estremi, ma quest’ultimo in particolare ha suscitato una larga reazione negativa nella popolazione per non dire dell’indignazione della vittima della provocazione e della sua famiglia. Parliamo di violazione della privacy aggravata dalla presenza di operatori tv che hanno filmato la scena pubblicandola sui social.
Dal video di Papa Francesco che schiaffeggia una fedele che lo strattona a un ex ministro che offende pubblicamente un cittadino ci stiamo sempre più avvicinando a ciò che definiamo ‘’trash’’ allontanandoci da ciò che dovrebbero suggerire una buona cultura e una solida formazione.
Chi incolpa una persona senza avere le prove di ciò che dice non può essere un modello di riferimento in uno Stato di diritto perché alimenta la cattiva abitudine di confezionare etichette bugiarde e disonorevoli. Osservando la scena rilanciata in rete si può cadere nell’errore di giudicare colpevole il malcapitato facendosi condizionare dalla sola suggestione.
Da non sottovalutare il ruolo che ha molto probabilmente giocato la razza del giovane tunisino preso di mira. Sarebbe infatti da considerare un’aggravante l’essersi sentiti legittimati a forzare le regole del buon comportamento dal colore della pelle. Non possiamo pensare di andare avanti, di fare grandi progressi, se le persone che ci rappresentano lanciano messaggi poco edificanti.