Next Generation Eu: a un anno dalla chiusura, l’Università Suor Orsola Benincasa analizza il futuro della Ue

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in foto Serena Sileoni e Lucio d'Alessandro

A un anno dalla chiusura del programma Next Generation Eu, un ampio studio accademico si interroga sulle conseguenze economiche, istituzionali e politiche del piano che ha rivoluzionato il rapporto tra Stati membri e Unione Europea. Il volume collettaneo “What’s next after next”, pubblicato dall’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli e curato da Serena Sileoni, professore associato di Diritto pubblico, raccoglie quasi quattrocento pagine di contributi multidisciplinari di studiosi e funzionari che hanno lavorato al programma, tra cui Ginevra Bruzzone, direttrice generale dell’Ufficio 1 della Struttura di Missione Pnrr presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Il libro, parte della collana “I Quaderni della ricerca”, è disponibile in open access sul sito dell’ateneo.

I dati di spesa del Pnrr italiano evidenziano alcune criticità: la quota destinata al Sud è ancora inferiore al 40%, fermandosi a poco più del 37%. “Il Next Generation Eu ha rappresentato uno spartiacque nei rapporti tra l’Unione, gli Stati e i cittadini – spiega Sileoni –. Il programma ha aumentato temporaneamente il Pil italiano, ma dovremo anche affrontare il rimborso del debito europeo e capire se l’investimento sia stato pienamente efficace”.

Criticità, opportunità e il metodo Pnrr

Il Dipartimento di Scienze giuridiche ed economiche del Suor Orsola Benincasa ha istituito nel 2023 la cattedra Jean Monnet NextGEUOrder, con l’obiettivo di studiare l’eredità del Pnrr non solo dal punto di vista economico, ma anche istituzionale e politico. “Comprendere sin da ora la portata di un programma così rivoluzionario permette di prepararsi a una maggiore integrazione europea di fatto, che condiziona già oggi la nostra vita quotidiana”, sottolinea Sileoni.

Il volume analizza anche la replicabilità del metodo Pnrr – basato su impegni di riforme e investimenti in cambio di finanziamenti – e le sue implicazioni sull’equilibrio democratico tra Stati e Unione. Alcune iniziative successive, come RePowereu e il Fondo sociale per il clima, mostrano come il metodo sia stato utilizzato per forzare politiche pubbliche nazionali, dall’ambiente alla difesa, aggirando la mancanza di volontà degli Stati di modificare i Trattati.

Il dibattito accademico continua

Nei prossimi due anni accademici, l’Università Suor Orsola Benincasa proseguirà il dibattito con convegni e presentazioni, analizzando l’impatto costituzionale e politico del Next Generation Eu e la possibilità di una maggiore integrazione europea. “L’eredità del Next Generation Eu non si misurerà solo sul piano economico – conclude Sileoni – ma anche sulla capacità dell’Europa di definire nuove forme di governance comune”.