No alle armi nucleari, appello dei Vescovi campani: Italia ratifichi il trattato

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in foto monsignor Antonio Di Donna, vescovo di Acerra

“Unendo la nostra voce a molte altre, chiediamo con forza al Governo e al Parlamento che l’Italia ratifichi subito il Trattato di Proibizione delle armi nucleari, receda dall’acquisto di nuove armi e impieghi diversamente le energie che ora investe nella loro fabbricazione”. E’ l’appello della Conferenza episcopale campana, presieduta dal vescovo di Acerra Antonio Di Donna. In un documento diffuso oggi, i vescovi campani ricordano: “Il 22 gennaio 2021 il Trattato di Proibizione delle armi nucleari (votato all’ONU nel luglio 2017 da centoventidue Paesi) ha assunto valore vincolante per tutti gli Stati che l’hanno sottoscritto. In forza di cio’, in quegli stessi Stati sono ormai illegali l’uso, lo sviluppo, l’effettuazione di test, la produzione, la fabbricazione, l’acquisizione, il possesso, l’immagazzinamento, l’installazione o il dispiegamento di armi nucleari. L’Italia, che non sottoscrisse allora il Trattato, potrebbe ratificarlo adesso: al momento, però, tutto tace nelle nostre istituzioni governative, mentre invece ci s’impegna ad acquistare nuovi cacciabombardieri per una spesa complessiva di oltre 14 miliardi”.