No Dad in piazza: In Campania scelte criminali. Unici in Europa ad aver fatto solo 2 settimane di scuola in 8 mesi

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Nel giorno in cui a Napoli gli studenti fino a 6 anni tornano in aula, in piazza del Plebiscito scioperano i lavoratori Usb di scuola e servizi educativi 0-6. Alla manifestazione sono presenti anche alcuni genitori e docenti della Campania che nelle ultime settimane hanno animato le proteste per chiedere la riapertura delle scuole di ogni ordine e grado. In piazza anche l’Usb Sanità e Trasporti, i disoccupati del movimento 7 novembre e gli attivisti di Bagnoli. “Ci sono state scelte criminali in Campania – racconta Maria Tirinato, docente di Scampia -. De Luca si diverte a fare il paladino dei bambini, dicendo che difende la loro sicurezza, ma avrebbe dovuto mettere in sicurezza mezzi pubblici e ospedali per permettere ai bambini di andare a scuola e, al contempo, tutelarli. Le responsabilità sono chiare e il discorso della Dad è drammatico: sta passando l’idea che la didattica a distanza possa sostituire la scuola. Anche i bambini sono spaventati e preoccupati di poter trasferire il contagio dalla classe ai familiari in casa impedendo a mamme e papà di lavorare”. I movimenti della scuola che chiedono la riapertura di tutti gli istituti denunciano che la Campania è stata “l’unica Regione d’Europa in cui gli studenti, da quelli dei nidi a quelli delle superiori, sono andati a scuola solo per due settimane in otto mesi”. Annunciato un presidio anche per la giornata di domani “per sostenere che le scuole devono essere aperte tutte subito”.
“Era chiaro – sottolineano dall’Usb – che, con la riapertura delle scuole a settembre, la curva dei contagi sarebbe nuovamente cresciuta. Il rimpallo costante di competenze tra Stato, Regioni e Comuni, l’assenza di un qualunque progetto di screening di massa, la colpevole mancanza di un indirizzo politico in grado di contrastare i feroci obiettivi di Confindustria e del mondo produttivo che vuole rimanere aperto a tutti i costi, a scapito di salute e sicurezza, l’assenza di misure universali di reddito e di tutela per le fasce di lavoratrici e lavoratori più colpiti dalla crisi, tutto questo ci ha fatto precipitare in una situazione fuori controllo che non vogliamo più accettare passivamente. Ognuno di questi servizi essenziali deve essere messo nelle condizioni di garantire i diritti costituzionali per i quali ha ragione d’essere (salute, educazione e istruzione su tutti) e non può diventare luogo di trasmissione incontrollata del virus”. I rappresentanti dell’Usb hanno esposto alcuni cartelli davanti al palazzo della prefettura di Napoli raffiguranti tutti gli ospedali chiusi della Campania. Alle foto è abbinata la scritta “Riapritelo. Ogni ospedale chiuso è un attentato alla salute di tutti”. Contestualmente allo sciopero dell’Usb Trasporti, si è verificato uno stop a singhiozzo dei mezzi pubblici di Napoli e della Campania da questa mattina fino alle 13.