Nocchieri senza patente

Continuano a raggirarci come meglio vogliono e noi li prendiamo sul serio. La riduzione delle tasse è un’altra menzogna. In realtà, aumentano, e anche di parecchio. I meno creduloni se ne sono accorti da tanto tempo, ma nessuno gli dà retta. Questa volta a certificarlo è la Corte dei Conti. Un nobile settore della magistratura, ma assolutamente inutile perché raggirato dalle lungaggini che vanificano le sentenze. Non avendo idee per la crescita, l’unico modo per sopravvivere è tagliare i contributi a comuni e regioni. A farne le spese è la povera gente, che, così, non trova posto negli ospedali. Né i loro figli negli asili nido. Si riducono tutti i servizi pubblici. Ma si continua a rubare. Si chiedono soldi ai cittadini. Negli ultimi anni è cresciuta del 22% la pressione fiscale locale. Mediamente ogni italiano paga 650 euro di tasse comunali. Nelle grandi città addirittura 850. Non sarebbe ora di preoccuparsi? Soprattutto per un’imminente riforma che ci costerà la democrazia. I costituzionalisti non intervengono più. Né gli organi di garanzia. Si lascia che un parlamento illegittimo riformi la legge fondamentale. È ormai tanto tempo che lo stato non c’è. Se ne elegge il capo per illudere il popolo che qualcuno vigila sugli interessi del paese. Ma non c’è neppure lui. E se c’è, dorme. Deve essere colpa dei sindacati, visto che vengono aggrediti periodicamente più che l’evasione fiscale e la corruzione. Come pure del Sud che è povero e trascurato e addirittura accusato di piagnistei. O della ragazza che si fa stuprare. Purtroppo anche dopo il ricambio generazionale in Italia la responsabilità continua a essere delle vittime.

Chi di spada ferisce

A perire, poco per volta,  ma inesorabilmente – ogni giorno se ne sente una nuova e nessuno si stupisce più – è la povera Italia, non più di Pellico e della piccola vedetta lombarda, ma di Silvi minori. Gli Scilipoti e i Siliquini, antesignani del malcostume politico, cedettero un po’ di dignità e poi scomparvero. Come tutti i mediocri, è come se non fossero esistiti. Ora è la volta dei Verdiniani, la stessa immoralità nel verso contrario. Ormai sono questi gli eroi della nostra democrazia. È impossibile far ripartire il paese con tanto marcio in parlamento. Siamo in liquidazione. Chi per soldi o per potere, sono tutti in vendita. Nessuno più si scandalizza. Anzi. Beati loro. Fortunata la famiglia con la figlia compiacente che arrotonda il reddito. I corrotti suscitano l’ammirazione del popolo. Non bisogna più nascondere le malefatte. Basta esibire la propria disonestà per catalizzare milioni di consensi. Importante è avere la maggioranza. Poi, tutto si prescrive e si dimentica. Rimpiangiamo i tempi in cui comunisti e fascisti si combattevano lealmente e si rispettavano. Perché credevano e nessuno tradiva. Oggi non c’è più fede, né ideologie, e meno ancora onore. Bersani chiede rispetto. Ma è esaurito. Sprecato per chi non lo merita. Chi è sul palcoscenico ruba indisturbato e dalla platea le vittime, stolte, applaudono. Il destino del paese è  nelle mani del 50% di italiani che non votano. Debbono loro costituire una maggioranza sana che disperda questi impostori.

Grillo for president

È sorprendente che non circoli il nome di Montezemolo per la presidenza della Rai. Ma non è detto che non ci sia la sorpresa. Anche se ha già Alitalia e – nonostante il flop nell’organizzazione della Coppa del Mondo di Calcio del 1990 – è stato già designato a quella della futura Olimpiade del 2024. Circolano, però, i nomi dei soliti collezionisti di presidenze. Imprenditori che hanno già cariche pubbliche e che potrebbero accrescere il proprio potere. Alter ego di concorrenti dell’ente di stato. Servi del potere, spacciati per “lontani dalla politica”. Mai un competente né persona in condizione di ridare dignità alla più importante fonte d’informazione italiana. Dei nove consiglieri, uno, il presidente, lo decide il ministro dell’Economia, cioè il governo. Gli altri i partiti. C’è Beppe Grillo che, indipendentemente dalla sua posizione, è uno dei pochi competenti che darebbe un reale contributo – più necessario oggi che mai – alla Rai, non solo al suo movimento. Ma siccome non è lontano dalla politica non verrà neppure proposto. Questo dimostra che la politica non può essere gestita da principianti autodidatti. Il M5S sa solo protestare, accusare, insultare, come sono buoni a fare tutti. Anche al Bar dello Sport e nelle bettole frequentate da ubriaconi. Gestire è più difficile. Nonostante abbiano diritto a un consigliere, ci metteranno anche loro un incompetente e perderanno l’occasione di dimostrare che la Rai può essere un servizio pubblico efficiente. Facendo, così, il gioco di chi vorrebbero sostituire al potere. E probabilmente ci riusciranno. Che Dio ce ne guardi.