Nomicosecittà, appunti per un’autobiografia di Napoli

56

Passeggiare, guardare, raccontare. L’ iniziativa culturale “Nomicosecittà” permette di riscoprire la città di Napoli, di guardarla e ammirarla come se fosse sempre la prima volta. E’ un viaggio attraverso le bellezze culturali e paesaggistiche della nostra terra, un viaggio che consente a chi partecipa, di conoscere più da vicino luoghi e spazi urbani presenti nel territorio. Prima di ogni visita guidata, ai partecipanti che lo desiderano sarà regalato un taccuino- realizzato da Officina d’arti grafiche di Carmine Cervone– su cui riportare le proprie sensazioni, le proprie considerazioni, diventando così uno spettatore attivo, partecipe, che vive pienamente quello che sta osservando. Dopo un anno di pausa, Nomicosecittà ritorna con un ricco programma in cui, a partire da sabato 20 giugno, si potrà guardare con occhi diversi la città di Napoli.castaldo2 Protagonista del primo incontro è Eduardo Castaldo, noto fotografo napoletano, vincitore del premio World Press Photo nel 2012. Castaldo porterà i passeggiatori lungo un viaggio che, da corso Umberto I, ripercorrerà i primi passi del fotoreporter partenopeo nel mondo della fotografia. Tra le tappe, la visita al Centro di Fotografia Indipendente, dove i partecipanti saranno invitati a cimentarsi nello sviluppo di una pellicola fotografica. L’evento sarà immortalato dagli obiettivi di Marco Ghidelli e Laura Micciarelli e dagli schizzi dell’artista Mary Cinque. La “meta” di questo itinerario è rappresenta dal Conservatorio di Santa Fede, situato in via San Giovanni Maggiore Pignatelli. Conosciuto anche come ex Oratorio di Santa Maria della Fede, questo luogo è stato riaperto dopo decenni di abbandono, interrompendo così il lungo oblio che ha sottratto alla vivibilità del quartiere una preziosa risorsa, tra le tante, che ancora oggi restano degradate o inutilizzate e percepiti come ruderi in pieno centro storico. Con il recupero di Santa Fede si vuole realizzare un’esperienza concreta di comunità, consapevoli che si tratta di un processo complesso che necessita di grandi risorse economiche, organizzative e sociali. Ma se prendiamo tutti coscienza delle enormi potenzialità dei nostri beni culturali, la strada da percorrere sarà meno complicata, proiettandoci verso nuove esperienze.