Nomine, la partita non è chiusa

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Roma, 8 giu. (AdnKronos) – La partita delle ultime nomine di governo, con la scelta dei viceministri e dei sottosegretari, si chiuderà la prossima settimana. Ma i partiti – leggi M5S e Lega – aspettano di vedere quale sarà l’esito della tornata elettorale del 10 giugno che vedrà in cabina oltre 6,5 mln di italiani.

In ballo c’è la guida di importanti città, con tanti capoluoghi di provincia al voto: dal nord, dove si vota a Brescia, Sondrio, Imperia, Treviso, Vicenza; al centro, con urne aperte a Massa, Pisa, Siena, Ancona, Terni, Viterbo, Teramo, per finire con il sud, che vede sfide importanti ad Avellino, Barletta, Brindisi, Catania, Messina, Ragusa, Siracusa e Trapani.

A Via Bellerio, è il ragionamento che viene fatto, è quello che una vittoria netta del Carroccio, data per probabile in molte realtà locali, non solo nelle regioni tradizionalmente a trazione leghista, potrebbe rafforzare nomi e numeri di quanti andranno ad occupare le ultime poltrone per completare la compagine del governo gialloverde.

Questo significherebbe che lo schema di distribuzione delle caselle di sottogoverno, dato per ormai ‘timbrato’ da Di Maio e Salvini, potrebbe essere rivisto. Ritoccando, seppur di poco, la provenienza di quanti arriveranno nei ministeri da viceministri e sottosegretari.

A quanto si apprende, infatti, la quota 20 sottosegretari e 5 viceministri appannaggio M5S, a fronte di 15 sottosegretari e 3 viceministri per la Lega, potrebbe essere rimodulata a inizio della prossima settimana. Restano poi in pole nomi di Alberto Bagnai, Armando Siri e Edoardo Rixi sempre in prima fila per un posto da viceministro in dicasteri ‘economici’.