Nomine Rai, chi è in pole

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Roma, 29 set. (AdnKronos) – Chiuso il capitolo presidenza con il , M5S e Lega tornano ad accendere i riflettori sulle nomine di Reti e Tg. A quanto apprende l’Adnkronos da fonti di governo, la settimana prossima sarebbe in agenda un incontro tra i due vicepremier, Luigi Di Maio e Matteo Salvini, per affrontare la questione. L’intenzione è quella di chiudere la partita a stretto giro.

Per ora l’unico disco verde, sul fronte Rai, ha visto protagonista Alessandro Casarin a capo della Tgr. E così la Lega, dopo aver incassato il via libera al sovranista Foa, ha ottenuto un altro punto a suo favore. Al vicedirettore di Rainews – dato da settimane in corsa per i Tg regionali – è stato tuttavia affidato l’interim, segno che c’è diffidenza tra i due soci di governo. Dai vertici del M5S assicurano che sarà il merito a tracciare la rotta delle nomine. Per questo ricoprire ruoli apicali non farà la differenza per le nuove direzioni. “Vogliamo lasciare la partitocrazia fuori dalla porta di viale Mazzini”, il ragionamento.

Se la Lega ha puntato i piedi per affidare la presidenza di viale Mazzini a un sovranista, in molti, tra i 5 Stelle, pensano che sarebbe una forzatura cedere anche il Tg1. Per questo, sulla rampa di lancio per la direzione del Tg della Rete ammiraglia figurano Alberto Matano e Franco Di Mare. Due volti noti di viale Mazzini e anche per questo graditi ai vertici grillini che vorrebbero personaggi di grido e vicini alla gente.

Per la direzione del Tg1, ma stavolta sul versante Lega, circolano i nomi di Gennaro Sangiuliano, Luciano Ghelfi e Roberto Pacchetti, giornalista Rai in forza alla redazione milanese. Non si esclude che uno di questi nomi possa alla fine approdare alla direzione del Tg2, con Sangiuliano decisamente in pole.

I giallo-verdi sono consapevoli di dover fare i conti anche con un problema di quote rosa per la direzione delle testate giornalistiche. Questa consapevolezza favorirebbe la corsa di Simona Sala, che resta un’altra carta da giocare. Quirinalista del Tg1 di lungo corso, quello di Sala è un profilo istituzionale che resta in pista per le direzioni del Tg3 (dove però potrebbe essere confermato Luca Mazzà) e di Rainews24.

Sul Giornale radio, dove sembra prevalere la sensibilità del M5S, in pole c’è Giuseppe Carboni, 20 anni di radio alle spalle, attualmente in forza alla redazione politica del Tg2.

A Rai sport per la successione di Bruno Gentili, nominato ad interim, oltre al nome di Jacopo Volpi si fa largo quello di Maurizio Losa: il suo profilo piace perché nella sua lunga carriera non si è occupato solo di sport ma anche di altro, non ultimo l’affaire tangentopoli. Antonio Preziosi sarebbe invece in corsa, in quota opposizione (è vicino a Fi), per i servizi parlamentari.

Infine le direzioni di Rete. Per Rai Uno la Lega sarebbe orientata a confermare un nome che gira ormai da mesi, quello di Marcello Ciannamea, mentre per la seconda Rete resta in pole Maria Pia Ammirati, ex vicedirettrice di Rai1, dal 2014 a capo di Rai teche e molto gradita ai grillini. Restano poi aperti altri capitoli, tra gli altri quello del capo del personale e soprattutto il responsabile di Rai pubblicità. Una casella quest’ultima considerata molto importante da Silvio Berlusconi, strategica per il futuro di Mediaset.