Nomine Rai, svolta a breve?

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Roma, 23 lug. (AdnKronos) – Resta ancora incerta la partita per le nomine Rai. Il rebus, dopo l’intesa trovata su Cassa depositi e prestiti, non è ancora stato sciolto. Lo stesso Matteo Salvini nelle scorse ore ha fatto sapere che, per ora, è sua intenzione “incontrare tutti i candidati ai vertici” di viale Mazzini. Tempi che si allungano, come testimonia anche la decisione dell’assemblea dei soci Rai, che dopo essersi riunita questa mattina ha deciso di riaggiornarsi al 27 luglio, venerdì prossimo,, da parte del governo. Nel calderone, intanto, sarebbero finite anche le intese da raggiungere su Fs e l’ipotesi di fare dietrofront sulla fusione Ferrovie-Anas, che vede d’accordo i due vicepremier Di Maio e Salvini.

Ma in molti scommettono che, proprio come avvenuto per la vicenda delle nomine di Cassa depositi e prestiti, la situazione, anche sul fronte Rai, si possa sbloccare improvvisamente. Magari a Palazzo Chigi, dopo un incontro chiarificatore di fronte a Conte. Se si chiudesse a breve, allora l’ipotesi più gettonata vedrebbe l’intesa sul nome di Fabrizio Salini come amministratore delegato, che gode dell’appoggio di Di Maio e – dato a suo favore – sarebbe tra i pochi manager a non aver storto il naso alla richiesta di rispettare il tetto dei 240mila euro di compenso, fissato per legge nella pubblica amministrazione. A completare il quadro dei vertici Rai, con l’ex direttore di La7 e attuale direttore generale di ‘Stand by me’, arriverebbe Giovanna Bianchi Clerici, ex Cda Rai, caldeggiata dalla Lega.

Uno schema bilanciato, che deve fare i conti con le novità di regolamento Rai: in primis il tetto di 240mila euro allo stipendio, l’arrivo di un amministratore delegato, che viene introdotto al posto del direttore generale, e infine la figura di un presidente ‘di garanzia’, che viene stavolta votato dai due terzi della Commissione parlamentare di Vigilanza Rai.