Non c’è crisi per il digitale: vale 71,4 miliardi nei prossimi due anni

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“Ci sei su Facebook?”
Questa frase che spesso ci sentiamo ripetere viene rivolta, sempre più di frequente, anche alle imprese. Sono molte quelle che hanno compreso l’importanza di essere “online”, attraverso un sito internet ad esempio, ma ancora troppo poche quelle veramente social.
Le enormi prospettive dell’economia digitale sono state al centro della terza edizione di FED, il Forum dell’Economia Digitale ideato da Facebook e Giovani Imprenditori Confindustria. Infatti, per il fatturato del mercato digitale italiano è atteso nei prossimi due anni un incremento pari a 3,8 miliardi di euro, con un conseguente giro d’affari complessivo del mercato digitale che raggiungerà un volume di 71,4 miliardi di euro. L’edizione #FED2018 ha confermato ancora una volta come l’investimento sul digitale rappresenti in questo momento storico un asset strategico per la crescita delle imprese italiane, che oggi possono partecipare all’economia globale attraverso la tecnologia e Internet, raggiungendo clienti in tutti i paesi del mondo. Nonostante il gap da colmare con l’estero in ambito di digitalizzazione, si avvertono lenti segnali di ripresa in Italia, dove negli ultimi cinque anni le imprese digitali sono cresciute del 18%. “Gli imprenditori hanno colto da tempo la sfida del digitale, adesso è necessario sostenere questa strada lavorando sulle competenze digitali che sono il nuovo alfabeto dell’evoluzione e devono interessare tutti i settori di impresa” commenta Alessio Rossi, Presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria e partner dell’iniziativa. Focus di questa edizione è stato sulle competenze digitali, oggi più che mai necessarie per cogliere l’enorme potenziale dell’economia su Internet e permettere al Paese di essere competitivo a livello internazionale. Il mercato digitale è un settore ricco di possibilità sul fronte di chi vuole aprire una nuova impresa ma anche di chi cerca lavoro. Tuttavia c’è bisogno di ripensare anche i lavori del domani. La formazione in ambito tecnico-scientifico è fondamentale. Da qui a cinque anni le imprese avranno bisogno di 280.000 posizioni in ambito IT, che ad ora rischiano di rimanere scoperte. Non a caso, da uno studio realizzato dal Censis per l’occasione, è emerso un dato curioso: il 70% delle piccole e medie imprese su Facebook prediligono, in fase di assunzione, le competenze digitali rispetto alla scuola frequentata dal candidato. Questo dato apre nuovi scenari e prospettive anche nel mercato del lavoro. “Il digitale è una enorme opportunità per le aziende, anche quelle della old economy. Infatti, ci impegniamo da sempre per promuovere la cultura del digitale e dell’innovazione in tutto il paese, non solo verso gli imprenditori ma anche nelle istituzioni scolastiche per sensibilizzarle alla messa a punto di ITS e corsi universitari adeguati a creare figure idonee al mercato e che soddisfino i bisogni delle imprese”.