Non esiste più ricchezza e povertà: ci crediamo tutti uguali

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Più aumenta la miseria, più l’Italia va a destra, che non è più la tradizionale trincea del capitale. Anzi, lo impoverirà se esce dall’euro. Non ci si capisce più nulla. Ecco perché poveracci e milionari votano allo stesso modo. Il centro e la sinistra sono scomparsi. Probabilmente le prossime elezioni saranno un ballottaggio tra Lega e M5S. Chi esulta non capisce che un sistema monco è dannoso. Chi non ha un soldo si colloca politicamente tra chi ne ha tanti. Tutti sono affascinati dai populisti senza capire dove ci porteranno. Complice l’ignoranza, non c’è differenza tra ricchi e poveri.

Credevamo fossero migliori, invece abbiamo votato per nessuno
Sembrano dilettanti allo sbaraglio ma sono i soli, in una maggioranza che si avvicina al 50% dell’intero Parlamento, a avere, se non le qualità, la parvenza del premier. Il paese intero, non solo il Capo dello Stato, è curioso di conoscere i nomi dei ministri, perché si fa fatica a individuarne uno capace tra tutti i componenti dei due partiti. Infatti, per gli Esteri si fa il nome di un diplomatico, non essendoci nessuno tra i loro 500 deputati e senatori in grado di dibattere i problemi dell’Europa e rappresentare l’Italia a Bruxelles. Siamo messi proprio male con la nuova classe politica!

Asili solo per gli italiani. Gli stranieri si arrangino
È uno dei punti del programma in cui Lega e M5S hanno trovato l’accordo. E magari i loro elettori lo approveranno. Così ripartirà l’economia? Ogni giorno TV e giornali ci ricordano la ragazza uccisa dai familiari, perché innamorata di un infedele. Un’altra, incinta di un italiano, la fanno abortire. Se vero, sono disumani questi musulmani! Si dimentica che grazie ai millenari rapporti di amicizia con l’Islam e alla nostra tradizionale ospitalità siamo il solo paese d’Europa a non avere problemi con l’ISIS. I dilettanti della politica muoiono dalla voglia di averne. Così vinceranno le elezioni.

Quando si dice la genialità. Basta cancellare i debiti per risolvere i problemi
Ne abbiamo accumulato troppi negli anni. Ecco perché oggi l’Italia fa fatica. Esagerati i bagordi degli allegri governi del passato. Non è giusto che quei miliardi gravino sul groppone di Salvini e Di Maio. Perché non chiedere alla BCE di cancellarne 250? Magari, se di buon umore, Draghi acconsente. Tanto, mica sono suoi! La soluzione era sotto gli occhi di tutti, ma nessuno la vedeva. Per fortuna sono apparsi all’improvviso due saggi dilettanti. E che lungimiranza gli elettori. Tutti a dire che non hanno esperienza né cultura. Sottovalutavamo la genialità dell’improvvisazione!

Come mai, nonostante il massacro, nessuno di noi è Gaza?
Siamo stati Charlie Hebdo e tante altre cose. Quando succede una disgrazia per violenza siamo sempre dalla parte delle vittime. Tranne questa volta. Sono più di 200 i palestinesi inermi uccisi nel proprio territorio. Ma non bastano per averne pietà. Eppure manifestano pacificamente, senza aggredire. Solo qualche pietra, tirata da giovinastri. Ci saranno altri morti e noi staremo a guardare. Santità, non sono esseri umani? Vogliono invadere l’Europa cristiana. Che muoiano pure. Soprattutto le donne, che ne metteranno al mondo altri. E anche i bambini, prima che crescano.

È inutile reclamare giustizia a una dittatura militare
Hanno scatenato una guerra personale contro l’Egitto coinvolgendo l’Italia nella loro legittima disperazione. Per un anno siamo stati senza ambasciatore al Cairo. Spesso l’egoismo si presenta sotto forma di amore. Ormai lo scopo della loro vita è la vendetta. Sarebbe comprensibile se non ci fosse, per fortuna, un’altra figlia con un avvenire da condividere e che, invece, viene condizionato. Così si rinuncia anche alla serenità. Adesso un inutile sciopero della fame in difesa del legale egiziano. Cimentiamoci in missioni più utili. Educhiamo i giovani a non fare la fine di Giulio.

Non è facile scrivere la storia senza usare congiuntivi
Ricevono tante ingiuste critiche, prim’ancora di cominciare. Essendosi gli esperti tirati indietro, ci debbono pensare gli esordienti. È la loro prima volta e gli è consentito qualche errore. Che ne sanno come si fa un governo. Nessuno glielo ha spiegato. Credono che scritto il programma il premier prenda ordini da loro, come loro dal burattinaio. Che la storia, come le previsioni del tempo, si scriva prima che i fatti accadano. Noi, stoltamente tifosi di un altro partito, anziché sperare che vada bene per la felicità di tutti, gufiamo. Dimenticando che ne va dell’Italia, cioè dei nostri figli.