Non riaprire il Tribunale di Napoli. La mediazione è una valida alternativa. Lettera aperta al ministro Bonafede

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in foto un'aula del Tribunale di Napoli prima dell'emergenza Covid

di Claudio Panarella*

Signor ministro Bonafede,

la Fase 2 comporta inevitabilmente una serie di riaperture di fabbriche e uffici, ma alla luce del nuovo problema rilevato nel Tribunale di Napoli, con un Gip probabilmente contaminato che ha messo in moto il meccanismo del blocco di un piano intero, si pone un problema assai serio.
Il Tribunale napoletano è il più grande d’Italia. Un palazzo che si articola complessivamente su tre corpi identificati nei rispettivi lotti. Quello centrale, di altezza variabile tra i 70 e 110 metri, è costituito da tre torri (denominate Torre A, B e C) e sviluppa una superficie utile totale di 155 mila metri quadrati.
Ai suoi lati, si affiancano due corpi complessi, alti rispettivamente 41 e 44 metri, per una superficie complessiva di circa 170 mila metri quadrati e di 26 piani. Con dieci ascensori da venti posti ciascuna, due bar una tabaccheria ed un ristorante. Con presidi fissi di pompieri carabinieri, polizia e due ambulatori medici. E tutto questo insieme è privo di finestre ma funzionante estate e inverno con… condizionamento d’aria.
Da quanto detto discende che se si parla di Fase 2 anche per il Tribunale di Napoli, com’è giusto, è indispensabile effettuare una efficace “sanificazione” degli impianti”, disponendo la sanificazione di griglie, bocchette e filtri dell’aria, mediante lavaggio, disinfezione/sterilizzazione o, se necessario, sostituzione delle stesse.
Appare evidente che la pulizia e la igienizzazione di griglie, bocchette e dei filtri dell’aria, così come tutte le operazioni che si compiono ad esempio sui “condotti d’aria”, sono attività essenziali a tutela della salute. Ed in questo senso vanno infatti le ordinanze nazionali e della Regione Campania a proposito di “sanificazione degli ambienti”, precisando la frequenza da rispettare (una volta al giorno), oltre gli interventi da effettuare sugli impianti di ventilazione/climatizzazione di cui, si specifica, va garantita la disinfezione
Si tratta, come appare palese, di una attività fondamentale non differibile in considerazione degli interessi sottesi, ossia la tutela dei diritti della salute degli avvocati e delle parti del personale tutto.
Pertanto le domando:
Come pensa sia possibile – ogni giorno – sanificare e pulire ambienti di 170.000 metri quadrati e i relativi condizionatori?
Come pensa sia possibile provvedere a un distanziamento di due o anche un metro tra avvocato parte e magistrato se sono disponibili aule civili di 1° grado di pochi metri quadrati, dove dentro sono riunite di solito anche cinquanta persone e fuori persino cinquecento. Per non parlare delle Collegiali, dove si accalcano anche cento avvocati, e Corti di otto giudici seduti uno affianco all’altro?
Come intende sanificare in particolare il Tribunale di nello specifico di Napoli, considerando che ogni giorno gli ambienti pertinenti, andrebbero trattati a occhio e croce da cento unità dotate di dispositivi di protezione individuale.
Se intende favorire, quanto meno per un anno in cui si verifica la riduzione a zero del rischio covid19, il ricorso a procedure alternative alla giurisdizione, supportate da incentivi fiscali, ovvero le utilissime mediazioni che consentirebbero di avere ad un tavolo avvocati parti e mediatore in completa sicurezza. Come ad esempio è possibile in sede di atto notarile, a tempo ed orario prestabiliti e riducendo oltretutto il numero delle controversie con sicuro vantaggio per tutti.
Se intende prendere in esame, come soluzione e validissimo strumento di ADR alternativo alla Giustizia, per un anno da oggi, la proposta di demandare in mediazione i processi pendenti tutte le controversie di ogni ordine e grado, purché svolte da esperti e competenti professionisti e enti di rinomata professionalità?

* Avvocato, Foro di Napoli
claudiopanarella@gmail.com