Non sempre lunedì è il giorno che si vorrebbe trascorresse subito

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La settimana sta dando, fin da oggi, l’impressione di essere partita con il piede giusto. Tanto vale soprattutto per quanto riguarda i Giochi Olimpici lnvernali. Il medagliere italiano sta già custodendo i simboli della vittoria conquistati dagli atleti azzurri nel primo giorno di gare. Gli obiettivi e i microfoni dell’informazione resteranno puntati su quei giochi all’incirca per la rimanente parte di questo mese. Tutto ciò che stava dominando la scena prima dei vari coups de theatre che hanno catturato l’attenzione mondiale già dal giorno di apertura del circo bianco, continuerà, anche se su un binario parallelo, a raggiungere gli interessati. Quegli stessi, con buona probabilità, gli riserveranno quanto basta della loro attenzione, giusto per non perdere il filo delle tristi vicende che stanno sovvertendo l’ordine mondiale preesistente. Anche se può sembrare un paradosso, le Olimpiadi che per secoli avevano contribuito a risolvere situazioni scottanti anche grazie alla Pax Olimpica, attualmente stanno fornendo a alcuni capi (?) di stato pretesti di lana caprina per giustificare la loro diserzione di quelle riunioni, per una volta non al cardiopalma. Eppure l’opportunità di prendere due piccioni con una fava non è un’ invenzione recente. È una consuetudine nota e accettata da quanti hanno tra le mani le redini per condurre ciascuna nazione, che è quella di recarsi dove sono in corso cerimonie di ogni genere. Combinano così i loro impegni in modo da lasciare tempo e spazio da dedicare a incontri informali con uno o più omologhi. Il pregiudizio, molto spesso, mette il bastone tra le ruote, facendo in modo che diverse occasioni propizie vadano perse. Arrivati a tal punto, è necessario concludere con una precisazione. Le guerre in corso prima o poi arriveranno a concludersi. Altre ne scoppieranno, rimanendo fermo il movente, quello economico, in modo palese o sotto mentite spoglie. E il risultato potrebbe essere ancora più in odore di pretestuosità di ogni genere, di quello usato delle vicende precedenti. Questo comportamento, estremizzato, potrebbe essere in grado di sintetizzare, come si usa nel Villaggio: “Chi crea e poi distrugge, non perde mai tempo”. Non sciolgono, quegli apprendisti saggi, il grande enigma, cioè se ne sará valsa davvero la pena. E così sia.