Notti di Ferragosto, o meglio di metà agosto, a tutto tondo

Gli incendi, di solito, si estendono nei luoghi eletti di quel fenomeno, quindi domare le fiamme degli stessi è ormai routine per gli addetti al loro spegnimento. La premessa non vale per tutti i generi di quel fenomeno. A esempio, quelli che illuminano le notti di Kyiv, Mosca e altre città ucraine e russe, finora si sono dimostrati tetragoni a ogni strumento usato per domarli. Il mondo sta così assistendo a un procedere bizzarro degli eventi. Significa che mentre i signori della guerra millantano azioni che dovrebbero portare alla conclusione le violenze di ogni genere, le stesse che stanno quasi distruggendo il mondo e quanto lo popola, l’industria bellica sforna armi sempre più sofisticate che fanno continuare, con il loro contributo, sia lo spargimento di sangue sia la distruzione di quanto è stato realizzato dagli uomini. Di quanto appena scritto, ciò che più fa danno e addolora è il comportamento dei vertici. Essi, mentre coram populo predicano di voler porre fine alla violenza in atto, quasi a seguire senza fermarsi il percorso programmato, finiscono con l’incitare A nei confronti di B ancor prima che siano stati compiuti i necessari controlli di rito. La conclusione che se ne può facilmente trarre è che da parte degli Stati coinvolti, da parte di quelli che hanno acceso le polveri, non ci sarà alcun passo indietro senza un cospicuo indennizzo, meglio definirlo tornaconto. Almeno finora non se ne vede neanche l’ombra. Oggi è festa, quindi è opportuno spostare il redde rationem alla ripresa. Quale? Quello delle normali attività. Per quello degli episodi di guerra non ce n’è bisogno: stanno procedendo senza interruzioni. Per il resto, buon Ferragosto.