Novartis vince il Premio Galeno 2017 per risultati su sclerosi

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Milano, 22 giu. (AdnKronos) – Gilenya (fingolimod) fa il bis: il farmaco di Novartis per la cura della sclerosi multipla recidivante-remittente vince il premio Galeno 2017 per la categoria ‘Real Worldwide Evidence’ per il progresso nel trattamento della malattia e gli effetti sulla qualità della vita dei pazienti. In occasione del 25esimo anniversario del premio una sezione speciale è stata riservata ai farmaci già premiati – la molecola di Novartis ha vinto il premio Galeno nel 2012 come farmaco innovativo – riconoscendo l’insieme degli studi post-approvazione in grado di confermare l’efficacia del farmaco nell’effettiva pratica clinica. La cerimonia di assegnazione del premio Galeno Italia per l’Innovazione del farmaco 2017, importante riconoscimento in ambito biomedico e farmacologico, si è tenuto al Palazzo dei Giureconsulti a Milano.

Il premio Rwe riconosce come la molecola di Novartis per la sclerosi multipla abbia “rappresentato un progresso” nel trattamento della malattia “influendo sulla qualità di vita e le potenzialità lavorative di molti pazienti”. In commercio dal 2010, da allora l’evidenza accumulata dall’uso della pratica clinica è estensiva: l’esposizione mondiale corrisponde ormai a 204.000 pazienti trattati. Il premio a Novartis – nel 2016 le attività del gruppo hanno registrato un fatturato di 48,5 miliardi di dollari, circa 9 miliardi sono stati investiti in Ricerca & Sviluppo – è anche il riconoscimento alla produzione e alla raccolta di dati osservazionali come parte integrante del processo di sviluppo di un farmaco, in grado di influire nel tempo sulle condizioni di accesso, prezzo e rimborsabilità.

Se nel 2012 fingolimod ha vinto il premio per il suo livello di innovatività – la somministrazione per via orale che presenta vantaggi per la qualità di vita del paziente – oggi a essere premiata è l’esperienza a lungo termine e i risultati del trattamento. “Siamo fieri e orgogliosi di questo risultato, che premia, prima di tutto, il valore di una innovazione che si consolida nel tempo”, commenta Georg Schroeckenfuchs, amministratore delegato Farma e country president Novartis Italia.

“Novartis – sottolinea Schroeckenfuchs – è un’azienda con una forte vocazione alla ricerca ma anche una grande e costante attenzione ai pazienti. Per questo motivo, per noi, la valutazione dei dati della pratica corrente è fondamentale per continuare a valutare il profilo beneficio-rischio del farmaco e contribuire a migliorare gli esiti per la salute dei pazienti”. La sclerosi multipla “è una patologia debilitante che dura tutta la vita, e che impatta notevolmente sulle attività quotidiane di chi ne soffre. Limitare la progressione della disabilità il prima possibile nel corso della malattia è un importante obiettivo terapeutico e può contribuire a migliorare gli esiti in chi ne soffre”, evidenzia Giancarlo Comi, direttore del Dipartimento Neurologico e dell’Istituto di Neurologia sperimentale (Inspe) all’Istituto Scientifico San Raffaele di Milano.

“Oggi grazie alle nuove terapie, di cui fingolimod è uno dei capostipiti, abbiamo come obiettivo il pieno controllo di malattia. I risultati della pratica clinica sono fondamentali per prendere decisioni più consapevoli e adatte a ciascun paziente”, chiosa il professore. “Giovani e meno giovani che affrontano una diagnosi di sclerosi multipla sanno che il progresso della ricerca scientifica degli ultimi tre decenni ha cambiato lo scenario e che le terapie disponibili possono consentire nella maggior parte dei casi una scelta di cura precoce e personalizzata: a questo corrisponde nel futuro anche immediato una minore disabilità e la possibilità di una migliore qualità della vita”, aggiunge Mario Alberto Battaglia, presidente di Fondazione italiana sclerosi multipla (Fism) e direttore generale di Aism.

“I dati che raccolgono le evidenze della pratica clinica quali gli studi real-life, ma anche il registro di malattia che abbiamo promosso come associazione insieme ai centri clinici italiani di riferimento, sono strumenti fondamentali per migliorare la gestione delle persone nella vita reale, monitorando e dimostrando a lungo termine gli effetti positivi dei farmaci e l’impatto sulla qualità di vita. E questi dati sono anche strumentali per le scelte del Servizio Sanitario Nazionale al fine di garantire il diritto alla cura delle persone con sclerosi multipla”, conclude.