NUOVA REVISIONE NAZIONALE DELL’ELENCO DEI PRODOTTI TIPICI TRADIZIONALI

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Anche la frittura napoletana ed il crocchè (panzarotto) nella revisione nazionale dell’elenco dei prodotti tipici tradizionali, prodotti agroalimentari le cui metodiche di lavorazione, conservazione e stagionatura risultino consolidate nel tempo omogenee per tutto il territorio interessato, secondo regole Anche la frittura napoletana ed il crocchè (panzarotto) nella revisione nazionale dell’elenco dei prodotti tipici tradizionali, prodotti agroalimentari le cui metodiche di lavorazione, conservazione e stagionatura risultino consolidate nel tempo omogenee per tutto il territorio interessato, secondo regole tradizionali per un periodo non inferiore ai venticinque anni, rappresentano il volano dell’economia del nostro territorio. Tradizione, Tavola e Territorio: il Mipaaf, Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali per la valorizzazione del patrimonio gastronomico, con decreto nella Gazzetta Ufficiale (14° revisione), ha revisionato l’Elenco Nazionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali delle Regioni: i prodotti agroalimentari italiani ottenuti secondo tradizioni. I Prodotti Agroalimentari Tradizionali rappresentano un biglietto da visita dell’agricoltura italiana e campana di qualità. Con il termine prodotti tradizionali s’intendono quei prodotti agroalimentari le cui metodiche di lavorazione, conservazione e stagionatura risultino consolidate nel tempo, omogenee per tutto il territorio interessato, secondo regole tradizionali, per un periodo non inferiore ai venticinque anni. Il sistema dei prodotti tradizionali è regolamentato dal decreto del 18 luglio 2000. L’Italia vanta oltre 5000 prodotti tradizionali;  lo comunica il rappresentante della Consulta Nazionale dell’Agricoltura, Rosario Lopa, già Delegato della provincia per il settore Agricoltura,  a margine della presentazione del decreto Ministeriale sull’aggiornamento dei Prodotti Tradizionali, elenco aggiornato a giugno 2014 dei prodotti agroalimentari tradizionali delle regioni italiane. Circa 5000 prodotti  frutto del territorio e delle tradizioni che in esso si tramandano. E’ questo il ricco e gustoso elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali delle Regioni, ovvero il motore del turismo enogastronomico che in Italia vale 5 miliardi di euro. Una ricchezza nazionale che comprende  i prodotti ottenuti secondo regole tradizionali protratte nel tempo per almeno 25 anni e metodiche praticate sul territorio in modo omogeneo. I prodotti tradizionali agroalimentari, insieme ai prodotti DOP e IGP, ai vini DOC e DOCG ei vini IGT e ai prodotti meritevoli di riconoscimento comunitario per la cui realizzazione si usano materie prime di particolare pregio, sottolinea l’esponente dell’Agricoltura,  rientrano tra i prodotti tipici e sono oggetto di particolare attenzione da parte dei governi locali, regionali, nazionali e dell’Unione Europa. L’elenco protegge dalle falsificazioni e a conservare anche in futuro, nella sua originalità, il patrimonio regionale delle tipicità, ma anche per disegnare la mappa enogastronomica del territorio per le vacanze 2014. Per più di un italiano su tre, infatti, dipende dal cibo il successo della vacanza che per essere perfetta non deve mai far mancare la degustazione delle specialità enogastronomiche locali. Nella mappa delle regioni bandiere del gusto, la Campania si posiziona bene con ben 429 prodotti che premia anche il lavoro di questi anni dell’Assessore Daniela Nugnes e porta a valorizzazione tra gli altri anche il crocchè e la frittura napoletana che proprio in questi giorni erano oggetto di una battaglia contro l’espandersi dei franchising di patatine olandesi, ma meglio sarebbe dire pseudo tali, sul nostro territorio.