Nuove microtasse

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Inizia a prendere forma la manovra: oltre alle misure già note, e quelle di cui sono stati messi nero su bianco alcuni dettagli, molte altre sono nuove. Fra le misure di maggiore impatto ci sono quelle per gli anziani, grande bacino elettorale in un paese in rapido invecchiamento, le famiglie e i redditi medio bassi. Per i primi è stata ripristinata la rivalutazione delle pensioni tra i 1.500 e i 2.000 euro lordi. Per le famiglie la manovra prevede 2 miliardi nel prossimo triennio dove gli attuali bonus (nascita, bebè, voucher asili nido) saranno accorpati in un unico fondo e che erogherà una carta bimbi da 400 euro al mese, non è ancora chiaro se si accede con limiti di reddito. Si conferma il bonus Renzi per i redditi che già lo percepiscono da 8 mila a 26.6000 euro ma la platea si amplia e riguarderà 4,5 milioni di lavoratori con redditi fino a 35.000 mila euro, finora esclusi dal bonus. Questa è una delle novità. Sul fronte delle coperture, invece, la manovra scricchiola. Vengono previsti 30 miliardi di maggiori spese, mentre sono solo 15 le maggiori entrate provenienti dal Decreto Fiscale e individuate nella manovra stessa. Tutto il resto è coperto in deficit, pari a 14,4 miliardi. Per definire le entrate individuate nella manovra è stato addirittura coniato il nuovo termine di “microtasse”, per un recupero stimato di circa 5 miliardi. Tasse sulle sigarette tradizionali ed elettroniche per circa 200 milioni, sugar tax non più sulle merendine bensì sulle bevande gassate, e la osteggiata plastic tax, la tassa sugli imballaggi di plastica, un euro per chilogrammo, che partirà dal primo giugno 2020. Ancora l’aumento della cedolare secca al 12,5% dal 10%. E nuove tasse sui giochi: in particolare sugli apparecchi da intrattenimento, 499 milioni di incassi stimati. Tra le iniziative specificamente a favore delle imprese e per gli investimenti, viene rifinanziata la misura Nuova Sabatini, che consente finanziamenti agevolati per l’acquisto di macchinari, e viene confermato il Piano Impresa 4.0. Per quanto riguarda superammortamento e iperammortamento si sta pensando ad una loro rimodulazione che privilegi la green economy. Per il Green New Deal vengono stanziati 10,5 miliardi in favore dello sviluppo sostenibile, delle infrastrutture sociali e degli incentivi alle fonti rinnovabili. Nei prossimi 15 anni, una dotazione complessiva di oltre 50 miliardi confluirà i due fondi: uno statale e uno degli enti locali. In più, per le imprese ritornerà l’Aiuto alla crescita economica (ACE), la misura che agevola le imprese che puntano a rafforzare il proprio capitale, eliminata con la Legge di Bilancio 2019. Sono prorogate le detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica, le ristrutturazioni edilizie, per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici di classe energetica elevata a seguito della ristrutturazione. Viene introdotta per il 2020 una nuova detrazione pari al 90% delle spese sostenute per la ristrutturazione delle facciate esterne degli edifici, il bonus facciate che può restituire un nuovo volto alle nostre città. Questo è solo l’inizio, la manovra deve ancora approdare in Parlamento dove – è noto – potrà subire ogni forma di modifica.