Nuovi rischi per l’Europa dai dazi

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È passata solo una settimana dalla firma del mini accordo commerciale tra Stati Uniti e Cina dopo mesi di tensioni che hanno agitato le economie di tutto il mondo.
Secondo l’intesa gli USA si impegnano a sospendere gli aumenti o ridurre i dazi sulle importazioni cinesi in questa prima fase e, in una seconda fase, a rimuovere i dazi esistenti. Contemporaneamente la Cina ha accettato di promuovere ulteriori acquisti per 200 miliardi di dollari di prodotti e servizi americani.
L’Europa, che è il più grande mercato mondiale, si trova al centro di questa partita per molti motivi. Il primo rischio concreto è che l’accordo tra i due colossi possa ripercuotersi sulle aziende europee. In che modo? L’obbligo per la Cina di comprare in aggiunta prodotti americani per un valore così alto – si pensi che il surplus attuale annuo è di circa 400miliardi – potrà sottrarre quote di mercato alle aziende europee esportatrici verso la Cina. Molti i settori coinvolti, primo fra tutti l’agroalimentare. La Cia è convinta che l’intesa avrà un impatto forte sull’export italiano, ad esempio per soia e carne di maiale, sottraendo quote di mercato importanti ai produttori nazionali, mettendo lo stop a un settore in crescita dal 2010.L’auspicio, anche per Filiera Italia, è la chiusura della fase 1 dell’accordo, che prevede in due anni l’esportazione di oltre 50 miliardi di prodotti agricoli Usa verso la Cina, e che si alleggerisca la pressione su Trump degli agricoltori americani, suoi principali elettori, portandolo ad una posizione più morbida per l’ipotesi di nuovi dazi preannunciati contro la Ue e quindi l’Italia.Per questi motivi, non si è fatta attendere la dichiarazione preoccupata dell’Unione europea che si dice pronta ad impugnare l’accordo commerciale Cina-Usa davanti all’Organizzazione mondiale del commercio se creerà distorsioni nel mercato che danneggino le società europee. Se tutto questo è vero, l’accordo USA-Cina può essere considerato per l’Europa una scomoda imposizione di dazi indiretti. In questo scenario è ancora più importante l’accordo da raggiungere tra Usa-Ue. Donald Trump continua a minacciare possibili dazi sulle auto europee se non venisse raggiunto un accordo commerciale con l’Europa. A questo si aggiunge un clima teso anche sulla web tax. Sebbene la Francia abbia accettato di rinviare l’applicazione della tassa sui colossi del web, Trump ha rilanciato sulle minacce, indirizzate stavolta anche a Italia e Gran Bretagna se decideranno di mettere le mani nelle tasche degli americani dell’economia digitale, da Google ad Amazon.La firma dell’accordo non spazza via totalmente l’incertezza, anzi sancisce l’inizio di quella che alcuni osservatori chiamano già tregua armata.