Nuovo anno, magro Bilancio
Investimenti con il freno tirato

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Un bilancio magro, condizionato dalla situazione di generale stagnazione dell’economia regionale, penalizzato dai tagli imposti da Roma e per giunta fagocitato dalle difficoltà del settore sanitario. E’ un quadro a tinte Un bilancio magro, condizionato dalla situazione di generale stagnazione dell’economia regionale, penalizzato dai tagli imposti da Roma e per giunta fagocitato dalle difficoltà del settore sanitario. E’ un quadro a tinte fosche quello che traccia l’assessore Gaetano Giancane portando in Consiglio il documento di previsione 2015-2017. Dalla scorsa settimana i numeri sono al vaglio della seconda commissione guidata da Massimo Grimaldi. Pochissimi spiragli di luce e una programmazione che ancora una volta è vittima di una Sanità che mangia gran parte delle disponibilità economiche. La recessione Che ci sia poco spazio di manovra lo lascia intendere molto chiaramente l’assessore Giancane nella relazione di accompagnamento al documento finanziario. In essa vi si legge di uno scenario “chiaramente recessivo” con “segnali di stagnazione”. Una situazione in cui nel 2014 “circa il 30 per cento delle imprese ha realizzato investimenti inferiori ai programmi di inizio anno, oltre 10 punti percentuali in più rispetto a chi ha invece investito più del programmato”. Sul versante occupazionale “il numero di occupati è nuovamente diminuito. Il calo ha riguardato soprattutto i servizi connessi alle attività commerciali, mentre l’occupazione industriale hamostrato una sostanziale tenuta. Nel complesso le persone non occupate e potenzialmente impiegabili nel processo produttivo hanno ampiamente superato il milione di unità”. Spiega l’assessore: “Il contesto in cui opera la manovra di bilancio, pertanto, continua a presentarsi complesso ed incerto”, aggravato dalla necessità di risanamento della finanza pubblica. “Il taglio ai trasferimenti regionali disposto dalle manovre approvate dal Governo nazionale a partire dal 2010 ha determinato, peraltro, oltre al progressivo irrigidimento delle risorse iscritte in bilancio, anche la riduzione delle risorse correnti disponibili ed il conseguente azzeramento dei trasferimenti erariali liberi di parte corrente”. Sanità In questo quadro la spesa sanitaria,“rappresenta, per il peso che ha sul bilancio regionale, per le implicazioni dirette sulla popolazione e per le complessità gestionali, l’area più delicata e rilevante del bilancio regionale” dice l’assessore. Lo confermano i numeri. Ammontano precisamente a 10.548.127.863,96 euro i fondi appostati nel 2015 per il diritto alla Salute, il 56,48 per cento del totale della spesa. Una quota che si fa ancora più pesante se si pensa che dei 18,8 miliardi di euro della manovra circa 4,8 miliardi di euro se ne vanno in partite di giro (3.813.642.000 euro) ed anticipazioni di tesoreria (1.000.935.964,32 euro). Insomma, appare chiaro che dei rimanenti 14 miliardi di euro circa solo 3,5 miliardi possono essere utilizzati per investimenti in altri settori. Le spese istituzionali Altra voce critica della Regione è quella che riguarda i “Servizi istituzionali, generali e di gestione” nella quale è incluso il cosiddetto “costo della politica”. Per il 2015 vengono messi in bilancio 711.029.795,56 euro, il 3,81% del totale, che sommati a residui del 2014 per 326.786.003,70 euro arrivano in cassa a 986.329.844,05 euro. Spese obbligatorie, si dirà, ma certo considerevoli se si pensa che per “Politiche giovanili, sport e tempo libero” nel 2015 non viene appostato neanche un euro. In cassa per questo settore tanto delicato in Regione Campania ci sono solo 38.920.815,30 euro provenienti da residui dell’anno precedente. Trasporti A tenere “ingessato” il bilancio è la situazione di grave crisi che attraversano alcuni settori della macchina regionale. Uno di questi, si è detto, è la Sanità, un altro è quello dei trasporti il cui 2015 è finanziato con 688.261.541,77 euro, il 3,69 per cento della manovra, a cui si aggiungono parte dei residui quantificati in 633.977.283,43 euro, fino ad arrivare ad una disponibilità di cassa 1.260.008.900,92 euro. Serviranno a rimettere in sesto un settore che si avvia alla liberalizzazione grazie a gare europee che ne hanno quantificato il valore in 5 miliardi e 336 milioni? Si vedrà. Sociale Anche quello dei servizi e dell’assistenza alle fasce deboli della popolazione è uno dei settori storicamente più in sofferenza. Lo stesso presidente della competente Commissione, Antonia Ruggiero, la settimana scorsa aveva ammesso le difficoltà. Il Bilancio 2015 conferma l’andamento degli ultimi anni con 124.249.029,59 euro a disposizione, circa lo 0,67% del totale. Sviluppo Tra i settori meno finanziati infine c’è quello dello “Sviluppo economico e competitività” per il quale nel 2015 viene prevista una spesa di soli 6.288.319,04 euro con una disponibilità di cassa di 381.957.437,04 proveniente soprattutto da residui del 2014 accertati in 402.288.300,01 euro. Anche qui ci sarebbe tanto da dire e cioè che ormai lo Sviluppo è finanziato soprattutto dai Fondi Europei. Sapere però che la Regione impiega solo lo 0,034 per cento delle sue risorse 2015 per industria, artigianato, commercio, ricerca e innovazione, reti e altri servizi di pubblica utilità apre quanto meno lo spazio per un supplemento di riflessione.