Nuovo millennio e imprese, troppi ritardi

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Il bazar delle follie cerca agenti che moltiplichino drasticamente le opportunità di creare imprese innovative, quelle che accelerano il metabolismo imprenditoriale e creano mercati nuovi per nuovi consumatori. Dalla diagnosi precoce Il bazar delle follie cerca agenti che moltiplichino drasticamente le opportunità di creare imprese innovative, quelle che accelerano il metabolismo imprenditoriale e creano mercati nuovi per nuovi consumatori. Dalla diagnosi precoce delle malattie neurodegenerative, agli oggetti che hanno l’energia per comunicare tra loro e all’uso di Led a bassa potenza per aumentare la resa delle coltivazioni in serra, tante sono le opportunità imprenditoriali già dischiuse in questo secondo decennio del nuovo millennio. Ebbene, i due principali moltiplicatori d’imprenditorialità sono la circolazione dei talenti che contrasta la fuga dei cervelli e l’attrazione dei laboratori tecnologici delle grandi imprese globalizzate. La nuova imprenditoria o nasce globale oppure è sacrificata in operazioni di piccolo cabotaggio. La Fondazione Kauffman di Kansas City ha fondato una lega mondiale dell’imprenditorialità giovanile. Nostri giovani aspiranti e neo-imprenditori dovrebbero poterne far parte. Su questo terreno, purtroppo, l’Italia si muove al passo di lumaca, mentre le più agguerrite regioni europee già corrono spedite lungo le autostrade superveloci della mobilità internazionale dei talenti e degli investimenti delle imprese globali. Il confronto con la Germania è impietoso. I tedeschi hanno adottato la formula “40x400x4000”; da noi non se ne conosce neanche l’esistenza. È questa l’espressione inventata da Intel Corporation, il colosso dei chip, e adottata in terra tedesca dalla Fraunhofer Gessellschaft, società per la ricerca applicata, fiore all’occhiello della Germania che innova. Intel ha disseminato in Europa, quaranta laboratori di ricerca imbastendo quattrocento collaborazioni con università e imprese e impiegando più di quattromila professionisti della ricerca e sviluppo. Da questo campo gravitazionale della ricerca europea siamo pressoché assenti. Tante sono le opportunità offerte dalle grandi imprese globalizzate che costruiscono reti mondiali in cui vivono in simbiosi attività produttive e think tank impegnati in attività d’innovazione alla frontiera delle scoperte scientifiche. Si tratta di vere e proprie galassie con tantissime stelle imprenditoriali verso cui tendono i giovani talenti nella ricerca e nell’imprenditoria innovativa. È compito degli imprenditori e delle autorità locali collaborare insieme per promuovere e facilitare questo movimento di risorse. Se ciò accadesse, non solo il giardino della nostra ricerca riceverebbe più acqua dalla sorgente dei fondi europei, ma sarebbe anche innaffiato dai miliardi di euro che le imprese globalizzate immettono nel circuito con inizio e fine corsa, rispettivamente, nella ricerca e nelle startup che da essa scaturiscono. Attirando i grandi laboratori industriali della ricerca e della tecnologia, diverremo protagonisti dell’economia che connette persone, processi, dati e cose. E una nuova generazione di inventori, sviluppatori e imprenditori di soluzioni innovative ricoprirà con i coetanei di altri paesi un ruolo decisivo per la nascita dell’economia imprenditoriale del ventunesimo secolo che promette un raccolto abbondante di imprese trainate dalla scienza e dalla tecnologia.