“O’ Book Unconventional Library” a Napoli, una realtà consolidata

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di Nico Dente Gattola

In tempi come questi, in città che da nord a sud  del paese sono ormai ridotte a ristoranti o friggitorie a cielo aperto, con una presenza culturale sempre più debole e effimera  un “ compleanno “è un qualcosa da celebrare ; ancora di più se si tratta di una realtà che  ha tra i suoi obiettivi la promozione della lettura, visti i numeri in costante calo e vista la drastica riduzione di librerie e case editrici.

Quindi l’evento celebrativo di O’Book Unconventional Library presso l’abituale location del  Renaissance Hotel Mediterraneo svoltosi il 2 dicembre scorso è stata l’occasione per dimostrare l’importanza di diffondere la cultura del libro e perché no di dimostrare  come anche a Napoli sia possibile farsi promotori di cultura.

Una rassegna che nel corso del tempo si è progressivamente consolidata ed oggi appare come un felice consuetudine, con una forma snella ed innovativa che ha consentito alle autrici e agli autori che si sono alternati nel corso del tempo, di poter presentare le proprie pubblicazioni in un atmosfera più familiare e amichevole.

Presentazioni in cui  gli ospiti  sono messi a loro agio , complice un ambiente accogliente in cui il pubblico si ritrova letteralmente fianco a fianco con l’autore del libro, consentendo a costui di  trarre fuori la sua parte più intima , dando così  vita ad un dialogo vero non artefatto , tra amici ,tra appassionati  , in cui gli interventi sono spontanei , quasi come una chiacchierata tra amici .

Come dimenticare in questo senso   gli  autori  e le autrici che si sono alternati nel corso del tempo,  tra cui ci piace ricordare  senza fare torto ai restanti ,Antonella Maddalena , Dino Morra, Annella Prisco, Eugenio Lucrezi, Santa Caltabiano, Bruno Galluccio e Natalia Vacca e Maurizio de Giovanni e Dino Falconio, un  parterre di letterati quanto mai variegato .

In realtà andrebbero citati tutti perché ognuno a suo modo ha lasciato il segno , in eventi strutturati in modo tale da consentire  di trasmettere qualcosa, di veicolare un messaggio; a pensarci bene è proprio questo che cerca il pubblico , troppe volte invitato solo per fare numero e se capita per comprare un libro .

 Invece da O’Book  chi interviene  si sente sempre parte attiva dell’incontro e comprende che l’autore  del libro sta scoprendo la sua parte più intima e forse questo è uno dei segreti del successo della manifestazione.

Ora qualcuno può obiettare che non abbia senso organizzare una rassegna che non abbia come obiettivo primario di vendere libri ma in realtà, cercare di portare avanti un pensiero è il primo passo per interessare le persone e quindi poi vendere libri.

Insomma visto il percorso niente affatto banale , era quasi doveroso celebrare questo compleanno con la partecipazione degli autori che si sono alternati nella rassegna e gli organizzatori hanno pensato di farlo  con  un reading moderato da Alfonso Sarno , in  una sorta di bilancio del passato e nel contempo un ponte verso il futuro della rassegna.

Ogni autore intervenuto ha ricordato la propria partecipazione con un breve pensiero e talvolta con una lettura di un estratto del proprio volume, regalando contributi veri assolutamente non banali a dimostrazione del rapporto creatosi con la rassegna ed il suo pubblico.

Una rassegna ricordiamolo, nata dalla volontà di Diego Guida ( Fondazione Guida  e Guida editori) e di Biancamaria Sparano i quali grazie “ all’illuminata “ disponibilità di Salvatore e Teresa e Francesco Naldi hanno potuto dare vita ad un progetto assolutamente originale e possiamo dirlo adesso ,  davvero ben riuscito.

Originale non solo come detto della formula ma anche per la location che è probabilmente un unicum  : una libreria presente in una struttura alberghiera di grande qualità, nel cuore e nel centro di Napoli, dal ristorante O ‘Break al caffe O’Koffi e dallo stupendo Roof Garden Angiò.

Insomma un mix vincente, in cui lo charme dell’ospitalità napoletana della famiglia Naldi, si è fuso con l’esperienza di una casa editrice di antiche tradizioni e che ha dimostrato come dalla collaborazione di realtà in apparenza differenti , possano nascere idee innovative anche in ambito culturale, un modello che dimostra come i libri ed in generale la cultura se veicolati nel giusto modo abbiano ancora un futuro.

 Tutto qui ? assolutamente no! Perché O’Book Unconventional Library è pronta ad appassionare il suo pubblico  a partire dal prossimo gennaio con altri autori cui dare spazio con una programmazione assolutamente valida che candida la rassegna ad un ruolo ormai non più solamente cittadino , si comincia infatti a gennaio con Maurizio de Giovanni   e con un ricordo di Michele Prisco nel mese di febbraio.

Iniziare un progetto culturale era facile, ma proseguirlo con costanza e serietà è il miglior modo per dare un futuro ad una rassegna così originale e valida .