Obama a Cuba, storica stretta di mano con Raul Castro. Il presidente Usa: “Embargo finirà”

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“L’embargo finirà”. Ne e’ convinto il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, il quale ha tuttavia sottolineato che sui tempi non può dare una risposta precisa. “Quello che abbiamo fatto per 50 anni non è servito né ai nostri interessi ne’ agli interessi del popolo cubano”, ha aggiunto Obama.

Storica stretta di mano tra il presidente cubano Raul Castro ed il presidente americano Barack Obama al Palazzo della rivoluzione a L’Avana.

Faccia a faccia di un’ora e mezzo e poi bilaterale allargato di quasi un’ora tra Barack Obama e il presidente cubano Raul Castro: è quanto prevede il programma odierno della storica visita del capo della Casa Bianca a Cuba. Alle 13.50 locali, le 18.50 in Italia, i due leader faranno delle dichiarazioni alla stampa, senza domande.

Nell’edificio simbolo della rivolta castrista, i due presidenti hanno passato insieme in rassegna le truppe, mentre nella sala era esposta la bandiera americana. Castro, a fianco di Obama, ha stretto la mano anche al segretario di Stato John Kerry e ad altri rappresentanti americani. Il leader dell’isola caraibica ha ricevuto l’ospite con una calorosa stretta di mano e un largo sorriso. Poi insieme hanno posato davanti a foto e videocamere.

L’inno americano ha risuonato nel Palazzo della Rivoluzione a Cuba durante la visita di Obama.

Applausi cubani a L’Avana vecchia per il presidente Usa e la sua famiglia, al loro arrivo nella piazza della cattedrale. Alcune centinaia di persone hanno battuto le mani e gridato il nome del presidente, ‘Barack, Barack’. Il capo della Casa Bianca ha speso alcuni minuti per salutare la gente e stringere la mano prima di entrare in cattedrale.

Barack Obama e Raul Castro hanno iniziato la loro conversazione parlando della comune esperienza di avere delle figlie (due il primo, tre il secondo), secondo quanto riferisce il pool di giornalisti Usa al seguito del presidente americano. Dopo la storica stretta di mano, invece, i due leader si sono scambiati convenevoli attraverso un interprete. Obama ha raccontato a Castro del suo primo giorno all’Avana, ieri: “Abbiamo fatto un bel giro, ci è piaciuto. E abbiamo avuto una grande cena”. Quando ha deposto la corona di fiori al memoriale di Jose’ Marti, il capo della Casa Bianca ha firmato il libro degli ospiti e ha lasciato una dedica: “e’ un grande onore rendere omaggio a Jose’ Marti, che ha dato la sua vita per l’indipendenza del suo Paese. La sua passione per la libertà e per l’autodeterminazione continua a vivere nel popolo cubano oggi”.

Per i dissidenti Obama può far da mediatore con governo – Complimenti a Barack Obama per la sua visita a Cuba e la richiesta che il presidente americano possa servire come mediatore con il governo castrista per migliorare la situazione dei diritti umani nell’isola: questi i temi che i dissidenti cubani porteranno con sé all’incontro con Obama, previsto per martedì prossimo. 14ymedio, la testata digitale della blogger dissidente Yoani Sanchez, ha intervistato tre di questi oppositori, che hanno spiegato come vedono la riunione con Obama all’ambasciata USA. Per Dagoberto Valdés, il viaggio di Obama “apre una nuova tappa, nella quale il nemico storico, necessario per questo tipo di sistema totalitario, diventa un amico in visita, e dunque si comincia a focalizzare l’attenzione sul vero problema, ossia la normalizzazione dei rapporti democratici fra il popolo cubano e il suo governo”. Da parte sua, Miriam Celaya sottolinea che non intende insistere sul problema della repressione, ma piuttosto “concentrami su una questione che mi sembra fondamentale, che è la libertà di espressione” José Daniel Ferrer ha inoltre aggiunto di volersi “congratulare con Obama per la sua inattesa iniziativa di un dialogo con Panfilo, il noto comico della tv cubana: non si immagina l’effetto pazzesco che ha avuto sul nostro popolo”.

Foto con Obama e Che Guevara sullo sfondo – Obama con una gigantografia di “Che” Guevara sullo sfondo: il presidente Usa e’ stato immortalato cosi’ da alcuni fotoreporter mentre ascoltava con la mano sul cuore l’inno americano in piazza della Rivoluzione, dove ha reso omaggio a Jose’ Marti, eroe dell’indipendenza cubana. 

Raul Casto, ottenuti risultati concreti – Il presidente cubano Raul Castro e’ il primo a prendere la parola nell’intervento congiunto all’Avana con il presidente degli Stati Uniti Barack Obama. Si dice lieto di ospitarlo in quanto “primo presidente degli Stati Uniti nel nostro Paese da 88 anni”, per poi sottolineare i “risultati concreti ottenuti” fin qui, con un elenco degli accordi raggiunti tra Cuba e Usa. 

L’embargo Usa rappresenta “un ostacolo” allo sviluppo di Cuba. Solo dopo la sua eliminazione si aprirà “una nuova strada”: “La rimozione dell’embargo è essenziale”, ha detto Raul Castro al termine dell’incontro con Obama. “Esistono profonde differenze” tra Stati Uniti e Cuba “che non andranno via”, ha detto inoltre Raul Castro.

“L’embargo finirà”. Ne e’ convinto il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, il quale ha tuttavia sottolineato che sui tempi non può dare una risposta precisa. “Quello che abbiamo fatto per 50 anni non è servito né ai nostri interessi ne’ agli interessi del popolo cubano”, ha aggiunto Obama.

Storica stretta di mano tra il presidente cubano Raul Castro ed il presidente americano Barack Obama al Palazzo della rivoluzione a L’Avana.

Faccia a faccia di un’ora e mezzo e poi bilaterale allargato di quasi un’ora tra Barack Obama e il presidente cubano Raul Castro: è quanto prevede il programma odierno della storica visita del capo della Casa Bianca a Cuba. Alle 13.50 locali, le 18.50 in Italia, i due leader faranno delle dichiarazioni alla stampa, senza domande.

Nell’edificio simbolo della rivolta castrista, i due presidenti hanno passato insieme in rassegna le truppe, mentre nella sala era esposta la bandiera americana. Castro, a fianco di Obama, ha stretto la mano anche al segretario di Stato John Kerry e ad altri rappresentanti americani. Il leader dell’isola caraibica ha ricevuto l’ospite con una calorosa stretta di mano e un largo sorriso. Poi insieme hanno posato davanti a foto e videocamere.

L’inno americano ha risuonato nel Palazzo della Rivoluzione a Cuba durante la visita di Obama.

Applausi cubani a L’Avana vecchia per il presidente Usa e la sua famiglia, al loro arrivo nella piazza della cattedrale. Alcune centinaia di persone hanno battuto le mani e gridato il nome del presidente, ‘Barack, Barack’. Il capo della Casa Bianca ha speso alcuni minuti per salutare la gente e stringere la mano prima di entrare in cattedrale.

Barack Obama e Raul Castro hanno iniziato la loro conversazione parlando della comune esperienza di avere delle figlie (due il primo, tre il secondo), secondo quanto riferisce il pool di giornalisti Usa al seguito del presidente americano. Dopo la storica stretta di mano, invece, i due leader si sono scambiati convenevoli attraverso un interprete. Obama ha raccontato a Castro del suo primo giorno all’Avana, ieri: “Abbiamo fatto un bel giro, ci è piaciuto. E abbiamo avuto una grande cena”. Quando ha deposto la corona di fiori al memoriale di Jose’ Marti, il capo della Casa Bianca ha firmato il libro degli ospiti e ha lasciato una dedica: “e’ un grande onore rendere omaggio a Jose’ Marti, che ha dato la sua vita per l’indipendenza del suo Paese. La sua passione per la libertà e per l’autodeterminazione continua a vivere nel popolo cubano oggi”.

Per i dissidenti Obama può far da mediatore con governo – Complimenti a Barack Obama per la sua visita a Cuba e la richiesta che il presidente americano possa servire come mediatore con il governo castrista per migliorare la situazione dei diritti umani nell’isola: questi i temi che i dissidenti cubani porteranno con sé all’incontro con Obama, previsto per martedì prossimo. 14ymedio, la testata digitale della blogger dissidente Yoani Sanchez, ha intervistato tre di questi oppositori, che hanno spiegato come vedono la riunione con Obama all’ambasciata USA. Per Dagoberto Valdés, il viaggio di Obama “apre una nuova tappa, nella quale il nemico storico, necessario per questo tipo di sistema totalitario, diventa un amico in visita, e dunque si comincia a focalizzare l’attenzione sul vero problema, ossia la normalizzazione dei rapporti democratici fra il popolo cubano e il suo governo”. Da parte sua, Miriam Celaya sottolinea che non intende insistere sul problema della repressione, ma piuttosto “concentrami su una questione che mi sembra fondamentale, che è la libertà di espressione” José Daniel Ferrer ha inoltre aggiunto di volersi “congratulare con Obama per la sua inattesa iniziativa di un dialogo con Panfilo, il noto comico della tv cubana: non si immagina l’effetto pazzesco che ha avuto sul nostro popolo”.

Foto con Obama e Che Guevara sullo sfondo – Obama con una gigantografia di “Che” Guevara sullo sfondo: il presidente Usa e’ stato immortalato cosi’ da alcuni fotoreporter mentre ascoltava con la mano sul cuore l’inno americano in piazza della Rivoluzione, dove ha reso omaggio a Jose’ Marti, eroe dell’indipendenza cubana. 

Raul Casto, ottenuti risultati concreti – Il presidente cubano Raul Castro e’ il primo a prendere la parola nell’intervento congiunto all’Avana con il presidente degli Stati Uniti Barack Obama. Si dice lieto di ospitarlo in quanto “primo presidente degli Stati Uniti nel nostro Paese da 88 anni”, per poi sottolineare i “risultati concreti ottenuti” fin qui, con un elenco degli accordi raggiunti tra Cuba e Usa. 

L’embargo Usa rappresenta “un ostacolo” allo sviluppo di Cuba. Solo dopo la sua eliminazione si aprirà “una nuova strada”: “La rimozione dell’embargo è essenziale”, ha detto Raul Castro al termine dell’incontro con Obama. “Esistono profonde differenze” tra Stati Uniti e Cuba “che non andranno via”, ha detto inoltre Raul Castro.