Oggi gli occhi del mercato sono puntati sulla riunione della Bce

50

Il punto. Il Ftse Mib segna +0,48%, il Ftse Italia All-Share +0,43%, il Ftse Italia Mid Cap +0,09%, il Ftse Italia Star +0,34%.

Mercati azionari europei in leggero rialzo: DAX +0,4%, CAC 40 +0,4%, FTSE 100 +0,1%, IBEX 35 +0,6%.
Future sugli indici azionari americani in rialzo dello 0,2% circa. Le chiusure della seduta precedente a Wall Street: S&P 500 +0,51%, Nasdaq Composite +0,55%, Dow Jones Industrial +0,21%.
In rialzo Tokyo con il Nikkei 225 a +1,26%. Deboli le borse cinesi: l’indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen termina a -1,91%, a Hong Kong l’indice Hang Seng a -0,06%.
Euro in calo contro dollaro dal massimo di ieri pomeriggio a 1,1035. EUR/USD al momento oscilla in area 1,0970.
Mercati obbligazionari eurozona in leggero progresso. Il rendimento del Bund decennale rispetto alla chiusura precedente è stabile allo 0,23%, quello del BTP scende di 2 bp all’1,39%. Lo spread scende di 2 bp a 116.
Oggi gli occhi del mercato sono puntati sulla riunione del board della Banca Centrale Europea. Il comunicato stampa della riunione è previsto per le 13,45, mentre la conferenza stampa comincerà alle 14,30. Avviso ai trader: alle 14,30 è prevista anche la pubblicazione delle richieste settimanali dei sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti. Insomma, benché le determinazioni sono in un qualche modo già state scontate dal mercato, è attesa una forte volatilità sui cambi.

Ad ogni modo, secondo gli analisti Mario Draghi dovrebbe annunciare una nuova sforbiciata ai tassi dei depositi marginali. È dato per probabile, inoltre, anche un incremento del quantitative easing tra i 10 e i 20 miliardi di euro. Non solo. Il piano di QE dovrebbe essere anche esteso di almeno tre mesi (da marzo 2017 a giugno 2017) e spingersi magari fino a settembre 2017.

Borse asiatiche
In attesa delle mosse della Banca centrale europea (Bce), i mercati dell’Asia vivono una nuova seduta contrastata in cui i corsi del petrolio spingono al recupero sostanzialmente soltanto Tokyo.

Sono continuate le perdite sulle piazze cinesi, a causa di dati sull’inflazione più solidi del previsto che fanno temere un ulteriore impatto sull’economia di Pechino già da tempo in fase di rallentamento. Secondo quanto comunicato dall’Ufficio nazionale di Statistica, in Cina i prezzi al consumo per febbraio hanno segnato un incremento del 2,3% annuo, contro l’1,8% registrato in gennaio (e l’1,6% di dicembre) che era anche il tasso di crescita atteso dagli economisti.
Su base mensile l’indice dei prezzi al consumo segna un progresso dell’1,6% dopo lo 0,5% di aumento di dicembre e gennaio e a fronte dell’1,1% del consensus.
La vera sorpresa per l’Asia, però, è stato il taglio dei tassi d’interesse al 2,25% annunciato dalla Reserve Bank of New Zealand. Il precedente taglio di 25 punti base risaliva a dicembre, proprio prima del meeting del Federal Open Market Committee (Fomc, la commissione delle politiche monetarie della Federal Reserve Usa) che avrebbe poi segnato il ritorno a una politica di rialzo dell’istituto centrale Usa per la prima volta dal 2006. L’istituto centrale neozelandese contava su un’accelerata dei rialzi da parte della Fed per sostenere la sua valuta, ma i piani sono saltati quando a sorpresa la Bank of Japan ha portato in negativo i tassi d’interesse in gennaio. La Reserve Bank ha sottolineato che ulteriori tagli potrebbero arrivare nel caso fossero necessari a sostenere l’economia neozelandese. Complessivamente la seduta è comunque da considerarsi in positivo, come conferma l’apprezzamento intorno allo 0,30% dell’indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.
Il Nikkei 225 ha chiuso con un progresso dell’1,26% la seduta (meglio ha fatto l’indice più ampio Topix, apprezzatosi dell’1,49%), grazie alle positive performance di esportatori come Mazda o Suzuki in scia all’apprezzamento del dollaro Usa nei confronti dello yen. Sul fronte macro, secondo quanto comunicato dalla Bank of Japan in febbraio l’indice dei prezzi all’ingrosso alle imprese (Cgpi, Corporate Goods Price Index) segna un declino su base annuale del 3,4% contro il 3,2% di calo del consensus per una lettura invariata rispetto a gennaio (il cui dato è stato rivisto al ribasso da 3,1%). Si tratta dell’undicesimo mese consecutivo di arretramento. Su base mensile, l’indice cala dello 0,2% contro l’1,0% di declino di gennaio (rivisto dalla flessione dello 0,9% preliminare) e contro lo 0,3% di declino del consensus. Seconda seduta consecutiva di guadagni invece per Seoul: il Kospi ha infatti segnato un progresso dello 0,84% al termine degli scambi.
Dopo le perdite registrate nella precedente sessione, la volatilità ha continuato a guidare i mercati della Cina continentale e in chiusura Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 hanno perso il 2,02% e l’1,91% rispettivamente. Leggermente migliore la performance per lo Shenzhen Composite, che ha chiuso le contrattazioni con una perdita dell’1,43%. Scambia invece intorno alla parità Hong Kong: l’Hang Seng avvicinandosi alla chiusura è infatti in modesto progresso (perde invece circa lo 0,30% l’Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell’ex colonia britannica per la Corporate China).

Borsa Usa
A New York i principali indici hanno chiuso la seduta in rialzo. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0,21%, l’S&P 500 lo 0,51% e il Nasdaq Composite lo 0,55%.
Alla vigilia della riunione della Bce i mercati hanno approfittato del forte rialzo del prezzo del petrolio. A gennaio le scorte all’ingrosso hanno fatto segnare un incremento dello 0,3% m/m, a fronte di attese fissate su un calo dello 0,2%. Nel mese di dicembre le scorte erano diminuite dello 0,1% su base mensile.
Sul fronte societario sugli scudi il comparto energetico. Il greggio (Wti) ha chiuso in rialzo del 4,90% a 38,29 dollari al barile.
Tra i singoli titoli Darden Restaurants +3,62%. La catena di ristoranti ha annunciato un outlook superiore alle attese. Per il primo trimestre la società proprietaria delle insegne Olive Garden e Long Horn Steakhouse stima un utile per azione adjusted compreso tra 1,18 e 1,21 dollari. Le vendite a parità di perimetro sono attese in crescita del 6%. Gli analisti avevano indicato un Eps di 1,06 dollari e vendite in crescita del 2,7%.
Pfizer +1,23%. Il colosso farmaceutico ha annunciato un programma di acquisto di azioni proprie accelerato per 5 miliardi di dollari.

Express +3,07%. La catena di negozi di abbigliamento ha chiuso il quarto trimestre con un utile di 56,1 milioni di dollari (0,67 dollari per azione), in crescita rispetto ai 41,8 milioni dello stesso periodo di un anno prima. Lo scorso gennaio la società aveva rivisto al rialzo le stime a 0,63-0,65 dollari per azione. I ricavi sono aumentati del 5% a 765,6 milioni mentre le vendite a parità di negozi sono cresciute del 4% contro il +3% atteso. Per l’esercizio in corso è previsto un utile per azione compreso tra 1,56 e 1,71 dollari (consensus 1,58 dollari).
Groupon -10,26%. Ubs ha tagliato il rating sul titolo della società specializzata in buoni sconto e promozioni a sell da neutral.
Chipotle Mexican Grill -3,47%. La catena di fast-food messicana ha dovuto chiudere un ristorante in Massachusetts dopo che quattro dipendenti si sono sentiti male.

Europa
Le principali Borse europee hanno aperto la seduta poco mosse in attesa delle decisioni della Bce. Il Dax30 di Francoforte guadagna lo 0,05%, il Cac40 di Parigi lo 0,3%, il Ftse100 di Londra lo 0,1% e l’Ibex35 di Madrid lo 0,4%.
In Germania il surplus della bilancia commerciale a gennaio si è attestato a 18,9 miliardi di euro, dai 20,3 di dicembre, risultando inferiore anche alle attese degli economisti, che avevano previsto un avanzo pari a 19,6 miliardi di euro. L’Ufficio Federale di Statistica (Destatis) ha inoltre riportato che le esportazioni sono diminuite dello 0,5% rispetto a gennaio 2015 e le importazioni so no invece cresciute dell’1,2% nello stesso periodo.
In Francia l’Insee ha reso noto che la produzione industriale nel mese di gennaio è cresciuta dell’1,3% rispetto al mese precedente, invertendo il trend al ribasso delle ultime rilevazioni. Gli analisti si aspettavano un incremento dello 0,8% del valore della produzione.

Italia
Piazza Affari ha chiuso in rialzo alla vigilia dell’importante riunione della Banca centrale europea.
Sul listino milanese i grandi protagonisti di giornata di ieri sono stati Telecom Italia e Mediaset, al centro di rumors su possibili nozze francesi. Nell’attesa a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha chiuso la seduta con un progresso dell’1,06% a 18.208 punti.
È volata Mediaset (+6,84% a 3,622 euro) dopo che l’agenzia Reuters ha riportato che le trattative con Vivendi per la cessione di Mediaset Premium potrebbero chiudersi a breve. Sarà da capire se si tratterà di una cessione oppure di creare una piattaforma europea per il business della pay-tv. Le trattative potrebbero infatti sfociare in un’alleanza azionaria e commerciale tra Canal+, la pay-tv di Vivendi, e Mediaset Premium.
L’altra protagonista di giornata è Telecom Italia (+1,55% a 1,014 euro) con Matteo Renzi e Francois Hollande che hanno aperto ad una fusione tra Orange e il gruppo tlc italiano. La strada da percorrere per coronare questa operazione, secondo quanto scritto da La Repubblica, sarebbe la moral suasion di Hollande su Vincent Bollorè per convincerlo a cedere il pacchetto azionario di Vivendi in Telecom (23,8% del capitale) ad Orange.
Un altro dossier rimasto sotti i riflettori è l’attesa fusione tra Banco Popolare e Popolare di Milano. L’operazione, più volte data al capolinea, stenta invece a decollare in attesa del via libera definitivo da parte della Bce. A Piazza Affari il titolo dell’istituto veronese ha ceduto il 2,75% a 7,415 euro, mentre Bpm ha guadagnato l’1,68% a 0,641 euro.
Tra le banche gli acquisti hanno premiato anche Intesa SanPaolo (+1,20% a 2,516 euro) e Unicredit (+0,83% a 3,616 euro). Bene il settore dell’energia: soprattutto Enel (+3,04% a 3,788 euro) dopo l’ok da parte dell’Authority al cambio dei contatori digitali.

I dati macro attesi oggi
Giovedì 10 marzo 2016
00:50 GIA Indice prezzi alla produzione feb;
02:30 CINA Inflazione feb;
02:30 CINA Indice prezzi alla produzione feb;
07:30 FRA Variazione n° occupati (settori privati non agricoli) trim4 2015;
08:00 GER Bilancia commerciale destag. gen;
08:45 FRA Produzione industriale gen;
09:00 SPA Vendite al dettaglio gen;
10:00 ITA Mercato del lavoro trim4 2015;
13:45 EUR Riunione BCE;
14:30 EUR Conferenza Draghi (BCE);
14:30 USA Richieste settimanali sussidi disoccupazione.