Oggi Parlamento Francia dibatte aiuti a Ucraina, Rn si astiene

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Milano, 12 mar. (askanews) – L’estrema destra francese di Rassemblement national (RN) non parteciperà alla votazione organizzata per oggi all’Assemblea nazionale sul piano di sostegno a Kiev voluto dall’Eliseo. A partire dalle 16.30, la Camera bassa francese dovrà decidere sulla strategia di aiuto all’Ucraina, invasa dal 24 febbraio 2022, nel corso di un dibattito e di una votazione simbolica, che avrebbe dovuto servire da terreno di confronto tra macronisti e opposizioni. Ma che vede la diserzione del già ampiamente favorito per le europee Jordan Bardella, 28 anni, il delfino designato di Marine Le Pen, forte del suo vantaggio che lo porta a 13 punti di distacco da Valérie Hayer (Renaissance), candidata leader dei liberali francesi al prossimo voto di giugno, secondo un sondaggio pubblicato ieri su Le Monde.

Bardella rilancia sulla questione dell’appoggio a Kiev, e se la maggioranza francese inasprisce i toni contro Rn, in particolare prendendo di mira i suoi rapporti con la Russia, ciò non sembra avere alcun effetto sugli elettori. Anzi: la cavalcata dell’erede del Front National procede. A poco meno di tre mesi dalle elezioni europee, il partito di estrema destra ha allargato ulteriormente il divario con la maggioranza presidenziale, arrivando oltre il 30%, secondo un sondaggio condotto su 12.000 persone da Ipsos, Cevipof, Istituto Montaigne, Fondazione Jean-Jaurès e pubblicato lunedì su Le Monde.

E mentre Macron ha preso una delle posizioni più forti al mondo e di principio su Mosca, Bardella ha definito “irresponsabile l’escalation che ha ingaggiato” il presidente francese con la Russia che è “una potenza nucleare”.

Dunque Rn diserta quello che è stato annunciato in tutta fretta da Macron, dopo la sua controversa dichiarazione su un possibile invio di truppe occidentali per rafforzare Kiev, come un dibattito parlamentare sul sostegno della Francia all’Ucraina. Un modo per mettere ogni gruppo politico di fronte alle sue responsabilità, in particolare La France insoumise (LFI) e Rn, regolarmente accusati di “Putinofilia”. E tuttavia il primo dibattito, che si svolgerà a Palazzo Borbone sulla Rive Gauche di Parigi, dovrà concludersi nel tardo pomeriggio con un voto simbolico senza Rn. “Ci asterremo su questo testo all’Assemblea nazionale “, ha annunciato questa mattina Bardella su France 2, sottolineando le “linee rosse”. E anche se assicura di “sostenere l’Ucraina” il giovane presidente del partito della Le Pen. Il testo sarà invece difeso questo pomeriggio dal premier Gabriel Attal, ancora una volta protagonista dell’inarrivabile capacità di Macron di dettare l’agenda della liturgia politica.

Al centro del dibattito l’accordo bilaterale di sicurezza franco-ucraino, già concluso durante la visita del presidente ucraino Volodymyr Zelensky a Parigi il 16 febbraio, pochi giorni prima del secondo anniversario dell’inizio dell’invasione russa del territorio ucraino. Per il 2024, Parigi si impegna a fornire fino a 3 miliardi di euro di sostegno aggiuntivo, rispetto a 1,7 miliardi di euro nel 2022 e 2,1 miliardi di euro nel 2023.

Questo accordo, valido per un periodo di dieci anni, riguarda diversi aspetti importanti tra cui quello militare, in particolare nei settori dell’artiglieria e della difesa aerea. Sul sito web del governo si legge anche che questo testo è “valido finché l’Ucraina non aderirà alla Nato”. E se Kiev aderirà all’Alleanza prima della fine dei dieci anni, il trattato verrà ridiscusso dai due paesi. E il rafforzamento della cooperazione militare dovrebbe consentire alla Francia di fornire “assistenza militare e civile per consentire all’Ucraina di difendere la propria sovranità, indipendenza e integrità territoriale di fronte all’aggressione della Federazione Russa”.

“La nostra sicurezza ha un prezzo”, giustifica il ministro delle Forze armate Sébastien Lecornu a Le Parisien . “Questi 3 miliardi non sono un assegno per l’Ucraina. Corrispondono al valore massimo dei nostri aiuti militari nel 2024, in particolare agli ordini effettuati presso le nostre industrie francesi della difesa. L’economia francese ne trarrà quindi beneficio”, promette.