Olio: ‘Carapelli for art’, il gusto premia l’arte

25

Milano, 1 feb. (Labitalia) – Arte dell’extravergine e arte contemporanea: un incontro all’insegna della qualità per celebrare i 125 anni di Carapelli e da cui nasce ‘Carapelli for art’. Un concorso di arti visive dedicato a promuovere e valorizzare il lavoro di artisti contemporanei. Il tema ispiratore suggerito per questa prima edizione è stato: ‘Maestria, Tradizione e Qualità’. Due le categorie in concorso: la Open, aperta a tutti gli artisti professionisti, e la Accademia, aperta a tutti gli studenti e sviluppata in collaborazione con prestigiose Accademie di Belle Arti di tutta Italia. La prima edizione, conclusasi lo scorso ottobre, ha avuto una risposta altissima: 494 adesioni, con partecipanti provenienti da oltre 29 paesi del mondo. Alla fine, il concorso ha visto trionfare 4 giovani artisti italiani e le rispettive opere che, in esclusiva per Olio Officina, saranno in mostra, a Milano, all’interno del chiostro nel Palazzo delle Stelline, sede del Festival, fino a domani, sabato 2 febbraio.

E, dopo il successo di questo prima anno, è stata lanciata la seconda edizione del concorso che, con un più ampio respiro a livello globale, vedrà coinvolti attori e artisti da tutto il mondo. Il primo premio della categoria Open è stato assegnato a David Casini con la sua opera ‘Pratomagno’: sintesi di artigianalità del fare scultoreo, che interviene per dar forma e decorare il legno d’ulivo, e tecnologia rappresentata dal cristallo di un iPad, dove la foresta toscana si rispecchia. Estetiche diverse per origine e temporalità, ma intrecciate in una struttura ideata dall’artista che le unisce e consacra con rimandi alle antiche reliquie, scrigni di storie millenarie.

Per la categoria Accademia, queste le opere vincitrici: il primo premio assegnato a Alessandro Bozzoli con ‘Divina Colorum’, ossia una traduzione di passaggi del poema dantesco con l’uso di una grammatica cromatica stabilisce inaspettate connessioni tra la metrica della poesia trecentesca e i pixel della tecnologia digitale; il secondo premio è spettato all’opera ‘Ovunque ma non qui’ di Cecilia Mentasti, un riutilizzo, attualizzato, di una tecnica antica quale l’encausto (pittura realizzata con cera colorata); il terzo premio assegnato a Davide D’Amelio con la sua opera ‘De Pisis #01′, che, ispirata in apparenza dal ‘realismo’ del mezzo fotografico, sviluppa un discorso critico sia sulle gerarchie che attraverso la visione regolano i rapporti tra gli individui, sia sullo specifico dello stesso fare pittorico.