Olio, Confagricoltura Campania: la nuova campagna parte in salita, filiera in crisi nella regione

Prezzi in calo, mercato rallentato, giacenze elevate e costi di produzione e trasformazione in aumento. È questo il quadro con cui si apre la nuova campagna olearia in Campania, secondo Confagricoltura Campania, che chiede una risposta coordinata per affrontare le difficoltà della filiera.

A lanciare l’allarme è Antonio Casazza, presidente della Sezione economica regionale Olivicoltura di Confagricoltura Campania, che riprende le preoccupazioni espresse a livello nazionale da Confagricoltura, Unapol e Assofrantoi.

“Tra prezzi in calo, mercato rallentato, giacenze elevate e costi di produzione e trasformazione in aumento, la nuova campagna olearia in Campania si apre in un quadro di forte criticità”, sottolinea Casazza.

Il rischio: olive lasciate sugli alberi

La difficoltà per le aziende è particolarmente immediata. Gli olivicoltori devono decidere già ora se procedere con la raccolta e sostenere i relativi costi di trasformazione.

“Le imprese devono decidere adesso se raccogliere e sostenere le spese di trasformazione – spiega Casazza -. Senza liquidità, prospettive di mercato e prezzi capaci di coprire i costi, una parte della produzione rischia di rimanere sugli alberi”.

Per Confagricoltura Campania, quindi, servono interventi capaci di sostenere le imprese in una fase nella quale la combinazione tra quotazioni deboli e aumento dei costi rischia di compromettere la convenienza stessa della raccolta.

“La Campania segua Puglia e Calabria”

L’organizzazione agricola invita la Regione Campania a seguire l’iniziativa già intrapresa da Puglia e Calabria, che hanno formalizzato la richiesta di riconoscimento dello stato di crisi del comparto.

La proposta è inoltre quella di costruire, insieme alle altre Regioni olivicole del Mezzogiorno, una posizione comune da sottoporre al governo nazionale.

Sesta regione olivicola italiana

I numeri sottolineano il peso del comparto. La Campania è la sesta regione olivicola italiana, con circa 9.800 tonnellate di olio prodotte ogni anno, pari al 4,9% della produzione nazionale.

Nel complesso, il Mezzogiorno rappresenta oltre il 75% della produzione italiana, con la Puglia a guidare il settore con il 45,1% e la Calabria al 10,3%.

“È necessario – conclude Casazza – costruire una posizione comune tra le Regioni meridionali, capace di ottenere misure straordinarie adeguate alla gravità della situazione e di tutelare la competitività dell’intera filiera olivicola italiana”.