Omicidio Jessica, “c’è il movente sessuale”

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Milano, 12 feb. (Adnkronos) – I comportamenti “ambigui” di Alessandro Garlaschi nei confronti di Jessica Valentina Faoro, riferiti ai carabinieri dalla 19enne sei giorni prima del suo omicidio, – lui le aveva accarezzato il braccio mentre dormiva e l’aveva spaventata – “risultano particolarmente significativi al fine di far luce sul movente della brutale e mortale aggressione di cui è stata vittima che potrebbe essere stata preceduta da un approccio di natura sessuale respinto dalla ragazza”. E quanto scrive il gip Anna Calabi che ha convalidato il fermo per il tranviere 39enne, in carcere a San Vittore per l’omicidio della giovane. 

L’uomo si è avvalso della facoltà di non rispondere nell’interrogatorio di garanzia e nella doppia telefonata al 118 ha raccontato come ha colpito la giovane, ospitata nella sua abitazione in via Brioschi da un paio di settimane. “Le ho tolto il coltello…l’ho colpita”, dice all’operatore. “Mi ha guardato, mi ha detto non riesco a respirare più…e subito dopo…niente”.

Un delitto avvenuto nell’abitazione in cui il tranviere viveva con la moglie, assente la notte del delitto e presentata alla vittima come sorella del tranviere. Nell’ordinanza si evidenzia come Garlaschi, “autore di un gravissimo delitto, ha agito con determinazione” visto il numero di coltellate – una quarantina – e con “lucidità” ha gestito la fase successiva: ha inizialmente tentato di cancellare le prove del delitto – ha buttato i vestiti sporchi di sangue nella spazzatura, ha lavato il cotillon e il pavimento – “ha dato fuoco al corpo della vittima” utilizzando una bottiglia di alcol, per poi cercare di mettere il corpo “all’interno di due grossi borsoni probabilmente al fine di trasportarlo altrove”, chiosa il giudice che conferma il carcere per il pericolo concreto di fuga.