Oncologia, Napoli esporta il modello Pascale in Cina

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Sono arrivati questa mattina. Vengono da Pechino, ma non solo. Sulla loro carta di identità compaiono i nomi dei più svariati e minuscoli paesi della Terra dei ciliegi: trenta medici e due infermieri cinesi che da domani e per i prossimi mesi saranno seguiti dagli oncologi del Pascale. Soltanto i primi, tuttavia, di una lista ben più lunga: saranno, infatti, 450 gli specialisti cinesi che nei prossimi tre anni, si alterneranno nei reparti dell’Istituto dei tumori di Napoli. Oncologi medici, chirurghi, ricercatori, radiologi, radioterapisti,provenienti da ogni parte della Cina. L’accordo che sigla la collaborazione tra il Pascale e la Terra dei ciliegi è stato firmato lo scorso maggio, a margine di una missione a Pechino e Shangai effettuato dal direttore generale, Attilio Bianchi. I 32 professionisti verranno presentati ai tutor ed assegnati ai reparti di riferimento. Fino a gennaio la loro presenza al Pascale consisterà nella frequentazione dei reparti e dei servizi nelle ore mattutine, mentre nelle ore pomeridiane saranno accolti nell’aula di radioterapia dove seguiranno lezioni generali e dove verrà loro illustrato il sistema sanitario in vigore in Italia, nonché le organizzazioni degli ospedali, delle università e degli Istituti di ricerca a carattere scientifico. Nel pomeriggio inizieranno delle lezioni frontali di approfondimento a partire dall’epidemiologia dei tumori. Ogni dipartimento dell’Istituto presenterà i protocolli, i comitati multidisciplinari dei vari distretti, l’ organizzazione del lavoro scientifico e delle overview sulle patologie. Il loro arrivo a Napoli sarà ufficializzato lunedì prossimo con l’inaugurazione del corso alla presenza di Cao Jianye, consigliere tecnico-scientifico presso l’Ambasciata della Repubblica Popolare cinese a Roma. L’arrivo dei primi trentadue professionisti cinesi rappresenta un risultato fortemente voluto dalla direzione Bianchi che dal primo giorno del suo insediamento ha puntato all’internazionalizzazione del Pascale. Non a caso gli ultimi viaggi che hanno portato il management del polo oncologico in Oriente, ma anche nell’America Latina.