Ong, Grecia: violati diritti per salvare banche

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A cura di Antonio Arricale Le misure di rigore imposte dall’Europa e dal Fondo Monetario in cambio dei prestiti hanno messo a rischio i diritti dei lavoratori in Grecia. Di più: in A cura di Antonio Arricale Le misure di rigore imposte dall’Europa e dal Fondo Monetario in cambio dei prestiti hanno messo a rischio i diritti dei lavoratori in Grecia. Di più: in nome del salvataggio delle banche è stato trascurato l’interesse dei cittadini. E’ quanto sostiene la Federazione internazionale dei diritti umani, Ong di lungo corso. Per l’organizzazione fondata nel 1922 le misure per contrastare la crisi del debito hanno portato in Grecia e non solo, a una “violazione dei diritti umani senza precedenti”. Secondo la federazione, la Troika composta da Commissione Ue, Fmi e Bce è colpevole di aver imposto allo stato di mettere in pratica riforme che incoraggiano la violazione dei diritti umani, mettendo davanti il bene delle banche allo scopo di scongiurare lo scoppio di una crisi sistemica. Durante la crisi più profonda dalla seconda guerra mondiale, “i leader internazionali e le organizzazioni hanno agito con il solo obiettivo di salvare le banche senza prendere in considerazione gli effetti disastrosi sulla popolazione“, ha dichiarato durante una conferenza stampa il presidente della federazione Karim Lahidji. Al termine di un’inchiesta condotta sul terreno lo scorso gennaio, l’Ong ha scoperto che le misure di rigore imposte dall’Europa e dal Fondo Monetario in cambio dei prestiti hanno duramente colpito i diritti dei lavoratori. La disoccupazione ha superato il 25%, i salari miinimi sono scesi del 22% dopo il secondo prestito concesso nel 2012, il sistema sanitario è stato danneggiato dai tagli di bilancio. In proposito, ha spiegato Noeline Blackwell, “i medici ci hanno raccontato che non potevano più operare alcuni pazienti”, perché c’era troppa gente in fila negli ospedali pubblici ed è stata rilevata inoltre “una mancanza di strumentazione e di personale“. Colpiti anche i diritti politici e di libertà di espressione, con l’aumento delle violenze della polizia nei confronti dei manifestanti, le aggressioni xenofobe da parte di Alba Dorata e la chiusura della tv pubblica nel giugno del 2013. Secondo la Federazione internazionale dei diritti umani il governo greco condivide con l’Unione Europea le responsabilità della situazione e non sorprende che ora il popolo, se si andasse alle elezioni anticipate, preferisca voltare pagina ed eleggere un partito che promette di dire no all’austerity e di tentare invece di percorrere la strada della rinegoziazione del debito enorme da 332 miliardi di euro. Borse asiatiche Nikkei in forte rialzo nell’ultima seduta settimanale archiviata a quota 17621 (+2,39%) in scia al bel rialzo di ieri sera a Wall Street. La decisione della Fed di voler pazientare ancora prima di tornare ad alzare i tassi di interesse ha rivitalizzato i mercati azionari ed anche la borsa nipponica ne ha tratto vantaggio. In rialzo anche gli altri indici azionari asiatici con Seul che ha guadagnato l’1,71%, bene anche Hong Kong in crescita dell’1,32% e Shanghai che sale dell’1,6% circa. Sul fronte macroeconomico la Bank of Japan (BoJ) ha annunciato la decisione di mantenere invariate le proprie politiche monetarie. I membri del consiglio della BoJ hanno confermato con otto voti a favore e uno contrario l’innalzamento, deciso il 31 ottobre scorso, dell’espansione della base monetaria per 80.000 miliardi di yen l’anno (574 miliardi di euro), dai 60-70.000 miliardi (430-500 miliardi di euro) annunciati in aprile. Conferma che arriva nonostante l’impatto del crollo del petrolio si faccia sentire sugli obbiettivi di portare l’inflazione al 2%. Il Policy Board della BoJ ha anche confermat o la politica di acquisto di asset. Moderato ottimismo sulla ripresa economica, grazie al ridursi degli effetti dell’incremento della tassa sui consumi in vigore dallo scorso aprile. Secondo quanto comunicato dall’Ufficio di Gabinetto giapponese il dato finale di ottobre dell’indice anticipatore si attesta a 104,5 punti, rivisto al rialzo dalla lettura preliminare di 104,0 contro i 106,2 punti di settembre. Il dato scende ai livelli minimi dal mese di maggio, quando si attestò a 104,3 punti. Rivisto invece al ribasso l’indice di coincidenza a 109,9 punti in ottobre (la lettura preliminare era di 110,2 punti) da 109,9 di settembre (108,3 in agosto). Il ministero di Economia, Commercio e Industria ha reso noto che l’indice delle attività industriali in ottobre ha segnato un lieve calo dello 0,1% a fronte del progresso rivisto all’1,4% per il mese di settembre e contro attese dagli economisti per una l ettura invariata. Su base annuale l’indice segna un calo dell’1,0% in ottobre, dopo il declino dello 0,6% in settembre (-2,4% in agosto). Si tratta del settimo mese consecutivo di flessione. Borsa Usa Ottime performance in chiusura per Wall Street, che festeggia ancora l’atteggiamento “paziente” della Federal Reserve sui tassi d’interesse emerso nell’ultima riunione. A New York i principali indici hanno chiuso la seduta in netto rialzo. Il Dow Jones ha guadagnato il 2,43%, l’S&P500 il 2,4% e il Nasdaq Composite il 2,24%. I mercati a stelle e strisce hanno continuato ad approfittare delle indicazioni della Fed. Inoltre in giornata sono stati pubblicati alcuni brillanti dati macroeconomici. Le nuove richieste di sussidi di disoccupazione nella settimana terminata il 12 dicembre si sono attestate a 289 mila unità, inferiori sia alle attese degli analisti pari a 295 mila unità che al dato rilevato la settimana precedente (295 mila unità rivisto da 294 mila). Il numero totale di persone che richiede l’indennità di disoccupazione si attesta a 2,373 milioni, inferiore ai 2,430 milioni attesi. Markit Economics ha comunicato la stima flash di dicembre dell’indice PMI dei Servizi: la lettura si è attestata a 56,3 punti in calo rispetto a quella del mese precedente, pari a 56,2 punti, indicando comunque una solida espansione della crescita, sebbene al tasso più lento da febbraio. La Federal Reserve di Philadelphia ha reso noto che il proprio Indice, che monitora l’andamento dell’attività manifatturiera dell’area di Philadelphia, si è attestato nel mese di dicembre a 24,5 punti dai 40,8 punti di novembre, risultando inferiore alle attese degli analisti che si aspettavano un valore dell’indice di 26,6 punti. Nel mese di novembre, l’Indice Anticipatore (Leading Indicator), che misura l’andamento dell’attività economica statunitense nei prossimi 6-12 mesi, è cresciuto dello 0,6% su base mensile, risultando superiore alle attese degli economisti fissate su una crescita dello 0,5%. Sul fronte societario Accenture +5,21%. Lo specialista della consulenza aziendale ha alzato la stima di crescita dei ricavi per l’esercizio in corso a +5-8% da +4-7%. Nel primo trimestre l’utile per azione è aumentato a 1,29 dollari da 1,15 dollari superando le attese degli analisti (consensus 1,20 dollari). Coca-Cola Enterprises +3,6%. Il gruppo di imbottigliamento ha fornito le stime per il 2014 e 2015 e annunciato un nuovo programma di acquisto di azioni proprie per 1 miliardo di dollari. Per l’esercizio in corso la società prevede un utile per azione in crescita del 10% rispetto al 2013 con ricavi sostanzialmente stabili. I dati sono più prudenti rispetto alle indicazioni degli analisti (Eps +13%, ricavi +0,9%). Per il 2015 CCE prevede un incremento dell’utile superiore alle attese (+6-8% contro il +4,6% del consensus) e ricavi in leggero miglioramento (consensus -2,5%). Oracle +10,23%. Il gruppo dei software ha pubblicato una trimestrale migliore delle attese. L’utile per azione adjusted si è attestato a 0,69 dollari (1 centesimo in più del consensus) mentre i ricavi sono aumentati più del previsto a 9,6 miliardi (+3% rispetto ad un anno prima, consensus 9,5 miliardi). Kraft Foods +6,41%. Il presidente del gruppo alimentare, John Cahill, è stato nominato amministratore delegato al posto di Tony Vernon. General Motors +1,89%. La casa automobilistica ha annunciato di aver sospeso temporaneamente le consegne in Russia a causa dell’elevata volatilità del rublo. Hertz +5,77%. Carl Icahn ha aumentato la quota nel gruppo specializzato nel noleggio di auto. Europa Le principali Borse europee hanno aperto l’ultima seduta della settimana in rialzo. Il Dax30 di Francoforte guadagna lo 0,8%, il Cac40 di Parigi lo 0,7%, il Ftse100 di Londra lo 0,75% e l’Ibex35 di Madrid lo 0,65%. L’intonazione “dovish” emersa dalla due giorni di riunioni della Federal Reserve e il rimbalzo del comparto energetico hanno permesso ai listini europei di chiudere la seduta, ieri, in ampio territorio positivo. A Londra il Ftse100 è salito del 2,04% a 6.466 punti mentre il listino tedesco, il Dax, grazie a un +2,79% si è spinto a 9.811,06 punti. Incrementi superiori ai tre punti percentuali per Cac40 (+3,35% a 4.249,49) e Ibex (+3,4% a 10.391,3). In agenda macro i dati relativi la fiducia tedesca misurata dall’indice Ifo, in aumento da 104,7 a 105,5 punti, e i dati statunitensi relativi nuove richieste di sussidio (da 295 a 289 mila unità), Pmi servizi (da 56,2 a 53,6) e Philadelphia Fed (da 40,8 a 24,5 punti). Italia Il Ftse Mib segna -0,40%, il Ftse Italia All-Share -0,37%, il Ftse Italia Mid Cap +0,11%, il Ftse Italia Star +0,60%. Piazza Affari ieri ha chiuso in deciso rialzo galvanizzata, come tutti i listini europei, dall’atteggiamento attendista della Fed sulle prossime mosse di politica monetaria. L’umore positivo sui mercati è stato anche favorito dall’intervento congiunto di Banca centrale e Tesoro russo per sostenere il rublo dopo il crollo delle ultime settimane. Le Borse hanno quindi snobbato la fumata nera arrivata dal primo round di votazioni delle elezioni presidenziali greche. Vladimir Putin ha inoltre assicurato che la ripresa dell’economia russa avverrà nel peggiore dei casi entro due anni. Mentre sul secondario il rendimento del Btp decennale ha toccato i nuovi minimi storici, a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha chiuso con un rialzo del 2,64% a 19.060 punti. Acquisti sostenuti sui titoli del comparto bancario: Banco Popolare ha guadagnato l’1,60% a 10,11 euro, Popolare dell’Emilia Romagna l’1,91% a 5,325 euro, Popolare di Milano il 2,88% a 0,552 euro, Intesa SanPaolo il 3,39% a 2,498 euro, Ubi Banca il 2,21% a 6,005 euro, Unicredit il 2,94% a 5,41 euro. Ben comprati anche i titoli dei colossi pubblici dell’energia: Eni ha mostrato un progresso del 3,12% a 14,50 euro, mentre Enel è avanzata del 2,55% a 3,688 euro. Brillante Autogrill (+3,20% a 6,125 euro) che è entrata nel mercato ferroviario olandese aggiudicandosi un contratto per la gestione di tre nuovi locali presso la stazione ferroviaria di Utrecht. Generali ha guadagnato il 3,38% a 17,11 euro dopo aver stipulato un accordo con Multi-Purpose Capital Holdings Berhad (società interamente controllata dal gruppo malese guidato da MPHB Capital) relativo all’acquisizione del 49% della società assicurativa danni MPIB, per un controvalore pari a 81,4 milioni di euro. Brillante Finmeccanica (+4,96% a 7,82 euro) in attesa che si chiuda la partita per il polo trasporti dopo l’offerta della cinese Insigma per il 100% di Ansaldo Breda.


I dati macro attesi oggi Venerdì 19 dicembre 2014 GIA Riunione BoJ; 05:30 GIA Indice attività composito ott; 06:00 GIA Indice anticipatore (finale) ott; 08:00 GE R Indice Gfk (fiducia consumatori) gen; 08:00 GER Indice prezzi alla produzione nov; 08:45 FRA Indice fiducia imprese dic; 10:00 ITA Fatturato industriale ott; 10:00 ITA Ordini all’industria ott; 10:00 EUR Saldo partite correnti ott; 11:00 ITA Salari contrattuali nov; 12:00 GB Indice CBI vendite al dettaglio dic.