Open Arms denuncia la Libia e accusa l’Italia

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Palma, 21 lug.(AdnKronos) – La Open Arms è arrivata questa mattina in Spagna nel porto di Palma di Maiorca, con a bordo , la donna salvata il 17 luglio scorso nel Mediterraneo, ad ottanta miglia dalle coste libiche. La Ong, al momento dello sbarco, avrebbe presentato una denuncia contro la Libia. Anche Josefa, riferisce il Diario de Mallorca, intende denunciare la Libia e l’Italia per la vicenda che l’ha vista protagonista, l’ di cui addossa la responsabilità alle autorità libiche e l’inattività e il rifiuto italiano di far sbarcare i cadaveri raccolti in mare nel porto di Catania.

“Dopo quattro giorni di navigazione la nave Open Arms entra finalmente nel porto sicuro di Palma di Mallorca”. E’ quanto ha scritto il fondatore della Ong spagnola Proactiva, Oscar Camps che – riferisce ancora il Diario de Mallorca, uno dei principali quotidiani dell’isola – subito dopo l’attracco ha presentato al tribunale locale una denuncia per omissione di soccorso contro il comandante della nave libica che avrebbe volontariamente affondato il barcone di migranti. Tutti i membri dell’equipaggio della Open Arms, tra cui il giocatore Nba Marc Gasol, hanno firmato l’atto.”Speriamo che d’ora in poi sarà aperta un’indagine e il caso arriverà al tribunale nazionale, dobbiamo sapere esattamente cosa è successo”, ha sottolineato l’attivista in un’udienza al Centre Flassaders di Palma. La denuncia dell’equipaggio è estesa alla guardia costiera libica e, a seconda di come procede l’indagine, anche a quella di Italia e Malta perché, secondo Camps, potrebbero aver commesso un reato di omissione di soccorso.Nel frattempo Josefa è stata trasferita in un centro medico a Palma dove si sta riprendendo da “uno stato di shock”, secondo Camps. I due cadaveri trovati nello stesso luogo, un bambino tra i 3 ei 6 anni, e una donna tra i 20 e i 30 anni, sono stati trasferiti all’istituto di medicina legale anatomica.Secondo quanto si legge sul sito del giornale Canal 4 una delegazione del governo delle Baleari – che si era offerto di far attraccare la nave, ottenendo il 18 luglio il via libera del governo di Madrid – insieme ad autorità sanitarie, tra le quali una psicologa, sono salite a bordo della nave.

ACCUSE A ITALIA E UE – Nel corso della conferenza stampa, Camps ha anche sottolineato che l’Italia e l’Unione europea nel suo insieme permettono alla Libia, “un paese senza Stato”, di assumere le attività di salvataggio a proprie spese con scarse risorse e nonostante i sospetti della connivenza delle sue guardie costiere con i trafficanti.

Ill fondatore della Ong Proactiva ha quindi criticato il rifiuto di Italia e Malta di sbarcare i cadaveri e la donna sopravvissuta e ha respinto la “campagna diffamatoria” che viene condotta dai media e dalle autorità italiane. “Siamo etichettati come gruppo criminale, di trafficanti”. L’Italia “ci accusa di mentire, diffamare e insultare” per aver denunciato l’abbandono dei migranti nel Mediterraneo, che ha lo scopo di eliminare i loro reclami su ciò che accade. “Siamo gli unici testimoni”, ha assicurato Camps, il quale ha spiegato che nessun’altra Ong è attiva in questo momento nell’area, dove torneranno di nuovo una volta completata a Palma la missione 47.