Dal 2 al 4 ottobre torna Open House Napoli, il festival dell’architettura che apre gratuitamente ai cittadini le porte di edifici, palazzi, abitazioni, siti istituzionali e luoghi normalmente non accessibili. Per l’ottava edizione sono 152 le esperienze in programma, tra visite, percorsi urbani, laboratori e mostre, con circa 70 nuove aperture, pari al 46% del totale. A raccontare la città saranno 603 volontari, numero record per la manifestazione.
Realizzato con il contributo della Regione Campania – Direzione generale Governo del territorio, ai sensi della legge regionale 19/2019, e del Comune di Napoli, nell’ambito della programmazione culturale e in esito al bando “Cultura Napoli 2026”, Open House Napoli 2026 amplia quest’anno il proprio raggio d’azione con la nuova sezione “Sconfinamenti”, dedicata alla Città metropolitana e in particolare, per questa prima edizione, ai Campi Flegrei.
Due le direttrici del programma: da un lato l’ampliamento geografico dell’offerta oltre le dieci municipalità di Napoli, dall’altro l’approfondimento del rapporto tra passato, presente e futuro della città.
Sconfinamenti, il festival guarda ai Campi Flegrei
La nuova sezione “Sconfinamenti” concentra circa venti esperienze soprattutto nella giornata di venerdì 2 ottobre, con due appuntamenti anche domenica. Il programma parte dai Campi Flegrei, territorio caratterizzato dal rapporto tra terra e mare, natura e cultura e segnato anche dai recenti fenomeni sismici.
Tra le proposte dedicate al patrimonio archeologico ci sono il Colombario del Fusaro a Bacoli, luogo di sepoltura di epoca romana, il percorso “Pozzuoli, la trama antica nella città contemporanea” e i Depositi archeologici di Pozzuoli, che custodiscono 1.300 reperti marmorei e 12.000 casse di materiali provenienti dagli scavi del Rione Terra.
I depositi sono ospitati in due monumentali serbatoi realizzati alla fine degli anni Trenta del Novecento da Pier Luigi Nervi per una funzione industriale, creando un rapporto tra archeologia e architettura moderna.
Tra le aperture architettoniche figurano le nuove stazioni Eav di Baia e Pozzuoli e la villa con appartamenti progettata dallo studio di architettura Manuarino.
Sul fronte paesaggistico sono in programma il Parco letterario di Nisida, il Parco della Quarantena, il Parco Cerillo e, domenica, il Bosco della Salandra a Marano. Il percorso nei Campi Flegrei comprende inoltre il Faro di Capo Miseno.
Passato, presente e futuro di Napoli
Sabato 3 e domenica 4 ottobre il programma si concentra sulle dieci municipalità di Napoli, con un percorso attraverso la stratificazione storica, le architetture del Novecento, gli studi contemporanei e gli interventi di rigenerazione urbana.
Passato: le memorie della città storica
Tra le aperture dell’ottava edizione c’è il Teatro antico di Neapolis all’Anticaglia, edificato nel I secolo a.C. e ricostruito in età flavia. Dal 2003 è interessato da un progetto di scavo, restauro e valorizzazione promosso dal Comune di Napoli con la Soprintendenza e lo studio Einaudi.
Accanto sorge l’Odeon Neapolis, struttura ricettiva che ingloba i resti del secondo teatro romano. Il patrimonio della città antica riemerge anche nella Necropoli ellenistica di Neapolis, nell’area Vergini-Sanità.
Tra le riaperture figurano la Chiesa e i Chiostri di San Giovanni a Carbonara, la Basilica della Santissima Annunziata Maggiore e l’Arciconfraternita della Disciplina della Santa Croce a Forcella, la più antica confraternita laicale napoletana, fondata nel 1290.
A queste si aggiunge la Fondazione Real Monte Manso di Scala, istituita nel 1608 per sostenere i figli dei nobili decaduti. La sede, un ex Seminario dei Nobili affidato ai Gesuiti, conserva una chiesa collocata al terzo piano e sovrapposta alla Cappella Sansevero.
In occasione del bicentenario della nascita della duchessa e mecenate Teresa Filangieri Fieschi Ravaschieri sono previste inoltre le aperture dell’Ospedale pediatrico Lina Ravaschieri e dell’Istituto ortopedico Teresa Ravaschieri. Inaugurato nel 1880, il complesso è oggi sede del Santobono Pausilipon.
Completa il percorso il Museo civico Gaetano Filangieri, fondato nel 1882 e ospitato nel quattrocentesco Palazzo Como, con collezioni di arti applicate, dipinti e sculture, una biblioteca di 8.000 volumi e un archivio con documenti dal XIII al XIX secolo.
Presente: la città del moderno
Il programma dedica spazio alle trasformazioni urbane del Novecento, dagli interventi di epoca fascista alla nascita della città moderna.
Tra le aperture ci sono la Casa del Mutilato, il Palazzo dell’Avvocatura di Stato e il Palazzo della Provincia, questi ultimi due firmati da Marcello Canino, oltre al percorso “Rione Carità, il primo Centro direzionale”.
Ampio spazio anche a Luigi Cosenza. Tra le opere visitabili figurano l’Ex Mercato ittico, realizzato nel 1929 e oggi interessato da un intervento di restauro promosso dal Comune di Napoli con il supporto scientifico del Dipartimento di architettura dell’Università Federico II, Villa Ferri, realizzata nel secondo dopoguerra insieme a Francesco Della Sala, e il Quartiere sperimentale Torre Ranieri.
A Posillipo apre per la prima volta la Scuola svizzera, oggi sede dell’Istituto comprensivo Raffaele Viviani, progettata negli anni Sessanta dall’architetto svizzero Dolf Schnebli.
Tra i percorsi figura anche “L’architettura delle donne a Napoli”, ricerca promossa da Mappina aps con il Diarc e Ada Napoli. Il percorso presenta opere di Stefania Filo Speziale, Elena Mendia, Delia Maione, Anna Buonaiuto e Luciana De Rosa, evidenziando il contributo delle progettiste alla trasformazione della città nella seconda metà del Novecento.
Gli studi di architettura della Napoli contemporanea
Open House Napoli propone inoltre una ricognizione sugli studi di architettura del territorio attraverso abitazioni private, studi professionali, gallerie e uffici.
Tra le aperture figurano Casa Giò dello studio M Architettura di Mario Coppola, Casa V al parco Grifeo di Vittorio Chiariello, Casa Gramsci dello studio La Fotosintesi, gli Uffici Nlg di Valentina Autiero, Mea Domus Mergellina di Sabina Martusciello, Casa Bosco di Studio Signò, 480 Site Specific di Antonella D’Orso per Luca Piciocchi e Gabriella Pascale, Villa De Rosa di Bianca Parenti e Marino Amodio e Casa Pa di Oc-16 Architects.
Futuro: la rigenerazione urbana
Tra gli interventi destinati a incidere sulla trasformazione della città c’è Italian Green Factory, nel quadrante orientale, progetto di rigenerazione urbana e industriale firmato da od’a officina d’architettura. L’intervento interessa un sito industriale dismesso di oltre 53.000 metri quadrati e punta alla realizzazione di un distretto dell’innovazione sostenibile.
Spazio anche alle infrastrutture per la mobilità, con Anm ed Eav, partner storici di Open House Napoli.
Nel programma figurano la stazione Eav di Monte Sant’Angelo, con gli ingressi-scultura di Anish Kapoor, la stazione Chiaia della metropolitana Linea 6, firmata da Uberto Siola con installazioni artistiche di Peter Greenaway, e l’Ascensore Monte Echia.
Novità di quest’anno è la visita alle Officine Anm di Piscinola, 95.000 metri quadrati nei pressi della stazione capolinea della Linea 1 della metropolitana di Napoli, dove si svolgono le attività di manutenzione della rete e dei treni.
OHN Kids alla Santissima
La sezione dedicata ai bambini, OHN Kids, si svolge quest’anno a La Santissima – Community Hub, negli spazi recuperati dell’ex Ospedale militare, rimasto abbandonato per oltre 30 anni.
Il programma comprende laboratori, esplorazioni e attività creative dedicate all’architettura e alla città, con la partecipazione di Archipicchia! Architettura per bambini, Ludobus Artingioco e delle studentesse e degli studenti del corso in Design per la comunità del Diarc dell’Università Federico II.
Tra le iniziative anche i laboratori di educazione alimentare di Coldiretti Napoli e la possibilità di acquistare prodotti a km zero delle aziende di Campagna Amica.
Per tutte le età è la mostra “Napoli in mattoncini” dell’associazione Brickanti – Mattoncini al Sud, con riproduzioni della città realizzate con i mattoncini. Tra queste lo Stadio Maradona, ricostruito con 24.000 pezzi e otto mesi di lavoro, lo skyline dei monumenti cittadini, Piazza Dante e un vagone della Circumvesuviana.
La mostra di Geeno Merlino
Tra le proposte del festival c’è anche “L’invisibile quotidiano, esplorazioni fotografiche di Geeno Merlino”, mostra prodotta da Open House Napoli e visitabile all’Arciconfraternita della Disciplina della Santa Croce a Forcella.
Il progetto creativo di Geeno Merlino, alter ego di Ciro Marino, rilegge la città attraverso fotografie, montaggi video e musiche, concentrandosi su dettagli e luoghi della città.
I partner
Tra i partner di Open House Napoli 2026 ci sono InStazione, tour operator specializzato in esperienze turistiche integrate con il trasporto ferroviario, e Accadia Relais, boutique hotel ospitato nel quattrocentesco Palazzo Dentice d’Accadia, nel centro storico di Napoli.
Open House Napoli è organizzato dall’associazione culturale Open’ness, che riunisce architetti, comunicatori, operatori culturali e creativi. La manifestazione fa parte di Open House Worldwide, network internazionale nato a Londra nel 1992 e oggi presente in 63 città dei cinque continenti.
Dopo sette edizioni, Open House Napoli ha coinvolto tutte le dieci municipalità della città, proposto 436 edifici, percorsi ed eventi e registrato oltre 144.000 visite complessive, di cui 46.294 nel 2025, con 2.420 volontari impegnati.






































