Operazione ‘The Jackals’, carte di credito rubate dal circuito postale. Indagati 2 napoletani a Cattolica

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(Imagoeconomica)

In alcuni casi gli indagati, sfruttando sofisticate tecniche di social engineering, si procuravano i dati sensibili necessari (utenze cellulari, indirizzi, informazioni personali), chiamando gli uffici di stato civile, la Polizia Municipale, le banche, i gestori di servizi di energia e addirittura in alcuni casi spacciandosi anche per personale delle Forze di Polizia impegnati in servizi di emergenza connessi alla pandemia. E’ quanto emerso dall’operazione, denominata “The Jackals”, in cui la polizia ha sgominato un gruppo criminale dedito alla frode informatica e all’utilizzo illecito di carte di credito rubate dal circuito postale. Sono numerose, fa sapere la polizia, le telefonate ad uffici pubblici, emerse dalle intercettazioni, per indurre pubblici ufficiali nell’esercizio delle proprie funzioni, ad accedere illecitamente nelle banche dati anagrafiche, per ottenere dati personali dei titolari delle carte sottratte, fingendosi ufficiali di Polizia. Una volta ottenute le informazioni necessarie alle attivazioni delle carte rubate, le utilizzavano indebitamente, generalmente per acquisti di beni di lusso o presso esercenti compiacenti. La complessa attività di indagine, diretta dal sostituto procuratore Flavio Lazzarini della Procura della Repubblica preso il Tribunale di Bologna, che ha visto gli inquirenti ricorrere anche a complesse “attività tecniche”, ha permesso di identificare i componenti del gruppo criminale e di definirne anche i rispettivi ruoli.
Nel mirino dell’operazione sono finiti un 45enne e un 42enne, entrambi originari di Napoli ma residenti a Cattolica, che secondo la polizia avevano il ruolo, rispettivamente, di organizzatore dell’attività criminale e del suo “braccio destro”. È emerso anche il coinvolgimento della moglie del 45enne che interveniva nelle attività di attivazione delle carte quando era necessario avvalersi di una voce femminile con gli operatori dei call center e del figlio attivamente coinvolto nei furti. “Il danno finanziario non si limita a quello subito dalle società che emettono le carte di credito e da Poste Italiane Spa, che ha contribuito fattivamente alla riuscita dell’indagine, ma colpisce anche tutti i mittenti e destinatari delle missive rubate – osserva la polizia – Infatti, se non è possibile quantificare il danno finanziario complessivo, che si aggira comunque in diverse centinaia di migliaia di euro, è evidente che la quantità di raccomandate e assicurate sottratte nel periodo dell’indagine sia nell’ordine di centinaia di pezzi”. “Tale corrispondenza, contenente abitualmente le comunicazioni di maggiore importanza tra cui atti giudiziari e notificazioni della pubblica amministrazione, è andata interamente distrutta, costituendo un grandissimo danno indiretto”, conclude la polizia.