Opere pubbliche per ripartire. La sfida è ora

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La fotografia scattata dall’Ance dimostra che dal 2003 al 2013 le opere sopra i 100 milioni di euro rappresentavano la fetta più grande del mercato con una percentuale pari al 24 per cento. Nel 2013, invece, e considerando il contesto di forte crisi del mercato, il peso maggiore con il 28 per cento è quello assunto dalle opere al di sotto del milione. A far registrare dei segnali positivi sono stati gli investimenti con il Documento di economia e finanza (Def) che ha stimato un aumento del più 1,9 della spesa della Pubblica Amministrazione per gli investimenti fissi lordi che già il prossimo anno dovrebbe raggiungere il più 4,5 per cento e nel 2017 un più 2,4 per cento. Incoraggianti anche i dati relativi ai bandi di gara che nei primi cinque mesi del 2015 hanno raggiunto nella precentuale il più 16 per cento e nell’importo un più 23 per cento. L’analisi effettuata evidenzia anche le criticità legate ai tempi di realizzazione delle opere pubbliche in Italia che vanno da 3 mesi a dieci anni per quelle che superano i 50 milioni di euro e da tre mesi a sette anni per quelle che hanno un importo fino a 50 milioni di euro. A creare una perdita di 810 miliardi di euro è la mancata realizzazione di infrastrutture come gli acquedotti, i depuratori, rigassificatori e termovalorizzatori, porti e interporti, ferrovie e reti di trasmissione. Dall’analisi emersa ieri al convegno Ance è emersa la necessità di trovare il modo di favorire un’inversione di tendenza per favorire gli investimenti per le opere strutturali ed individuare le giuste soluzioni per realizzare tutte quelle che servono al Paese in tempi più brevi e con costi più adeguati e per questo serve una modifica all’attuale quadro normativo. La proposta che arriva dall’Ance per garantire una maggiore qualità delle imprese propone di considerare non solo la necessità di valorizzare i requisiti legati al fatturato e alla solidità delle imprese ma anche a quelle che sono l’ organizzazione strutturale e la qualità delle prestazioni pregresse delle imprese stesse.Graziano Delrio Tra gli interventi più attesi durante il convegno di ieri quello del ministro alle Infrastrutture, Graziano Delrio il quale ha illustrato a grandi linee il lavoro che il Governo sta facendo per per tutelare le Pmi, rendere il codice appalti più trasparente aumentando i controlli ed evitare infiltrazioni malavitose. “E’ la corruzione che impedisce la realizzazione delle opere e non la vigilanza – sostiene il ministro – per questo c’è un costante lavoro con l’dell’Autorità nazionale anticorruzione. Il punto è che i grandi investitori stranieri vogliono investire in Italia ma chiedono chiarezza, semplicità, trasparenza e certezze’’. La proposta avanzata dall’Ance per garantire maggiore qualità delle imprese propone di considerare non solo la necessità di valorizzare i requisiti legati al fatturato e alla solidità delle imprese ma anche a quella che sono l’ organizzazione strutturale e la qualità delle prestazioni pregresse delle imprese stesse. Presente tra gli altri, durante la sessione mattutina, il presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione, Raffaele Cantone.