Opus est, necesse est: ditelo come volete ma ripristinate l’efficienza dei servizi

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Giorno 1: turisti che si guardano intorno spaesati. Biglietteria metro chiusa, macchinetta erogatrice rotta, nessun esercizio deputato alla vendita aperto. Forse la metro è gratis? Comunque il tornello non gira, e la metro non si può prendere.
Giorno 2: famiglia numerosa in agguato. Dietro il maschio alfa di casa che oblitera il biglietto, via libera …tutti dietro di lui. Gratis, in barba alle regole. Biglietto, cos’era dunque ‘sta cosa? Dodici persone un solo biglietto. Basta e avanza. Ammazzachefighisiamo.
La situazione è grave, ovviamente non seria. Non è seria perché una pièce teatrale di finissima scrittura non potrebbe rendere il paradosso di un azienda in piena deriva economica, peggiorata dal fatto di essere una partecipata di un comune in tracollo economico, che alimenta il suo deficit sottraendo migliaia di contributi al proprio bilancio con macchinette rotte e personale assente. Una città che per sola grazia divina sta conoscendo un momento di turismo davvero entusiasmante, una città nella quale all’economia della pensionedelnonnoincasa, si affianca quella delle microstrutture ricettive, si permette il lusso di destabilizzare i turisti facendo mancare proprio quei servizi che garantiscono gli spostamenti, i tempi degli stessi e la possibilità per I visitatori di vivere la città dove hanno scelto di trascorrere il proprio tempo di vacanza? La gravità della situazione è conclamata non solo per le oggettive difficoltà di raggiungimento di siti e luoghi da visitare, ma anche per l’impatto che i disservizi registrati nel periodo di ferragosto, e pubblicati su tutti i giornali, hanno avuto sul turismo di questa nostra città. Ci saranno conseguenze, inutili gli scongiuri. Serve programmazione, gestione. Abbiamo l’hardware, la materia prima su cui lavorare.
L’abbiamo senza merito. Non possiamo essere così poco avveduti da non aggiornare il software. Una città costituzionalmente carente di strutture a tre stelle, nella quale il turismo delle famiglie (che è poi quello che fa i numeri e gli incassi) ha permesso il decollo di case vacanze e b&b, soluzione migliore di qualsiasi ammortizzatore sociale, finirà per perdere il proprio pubblico per ragioni “ indipendenti dalla propria volontà”. Si tratta di sistemica incapacità gestionale. Inutile lamentarsi di questo o quel settore. Il rimedio è omnicomprensivo. Risolvendo le problematiche di un settore, a pioggia si risolveranno le altre. Basta cominciare. L’orologio biologico del turismo segna un netto ritardo.
Gestire i beni culturali è gestire i luoghi che li ospitano. Ammesso che avessimo la migliore gestione possibile di Musei, Mostre e Siti d’interesse, la cosa più importante sarebbe la garanzia di raggiungimento fisico di questi luoghi, mostre, musei. Tanto è sconfortante per un turista il percorso per l’accesso ai beni culturali, che le presenze in b&b e case vacanza hanno cominciato a segnare una flessione, minima, ma una flessione. La fase della stagnazione sta per lasciare il posto alla decadenza. Sic stantibus rebus, presto ci troveremo ad affrontare la crisi. La Grecia, il cui momento critico aveva giocato a favore del nostro turismo, è invece in fase di crescita. Cassandra rimanga al suo posto, non c’è bisogno di predizioni e magie per intuire che Napoli sta per attraversare un’ennesima fase difficile. I servizi incidono sul turismo molto più di quanto si possa immaginare. Se siete in albergo a San Martino e vi piacerebbe raggiungere il centro storico senza funicolare e metro quali sono le soluzioni prospettabili? Qualche decina d euro tra andata e ritorno in taxi, oppure una capacità atletica di tutto rispetto per un tragitto a piedi con tutte le insidie di una pavimentazione stradale sconnessa e qualche problemuccio per la sicurezza personale. Il turista saggio si chiede quale ricetta medica abbia prescritto questa espiazione di colpe e rinuncia. Signori è la crisi. Prima ancora di affrontare nuovamente la buona gestione dei beni culturali, in senso propriamente detto, bisogna e con urgenza, risolvere il problema trasporti. Opus est, direbbero gli antichi.