Orizzonte Libertà: rompere gli schemi per vincere il futuro

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di Maria Punzo

“L’Italia è il Paese che amo.” Il 26 gennaio 1994, con questa frase, Silvio Berlusconi non aprì soltanto una nuova stagione politica, ma introdusse nel dibattito pubblico italiano una visione liberale compiuta, capace di rompere con le ideologie del Novecento e di riportare al centro l’individuo, la responsabilità personale e l’iniziativa civile. Tra i numerosi interventi che hanno segnato questa storia, tre in particolare restano bussole capaci ancora oggi di offrire una direzione chiara: la discesa in campo, atto di coraggio per la nazione; il discorso al Congresso americano del 2006, una delle prove oratorie più alte degli ultimi cinquant’anni; e quello del 25 aprile 2009 ad Onna, dove la ricorrenza fu indicata come la potenziale “Festa della Libertà” di tutti. Il fil rouge di questi momenti è sempre stato la Libertà: un diritto naturale che precede lo Stato e la politica stessa.

L’allineamento dei valori ai nuovi tempi

A oltre trent’anni da quel 1994, la questione non è se quei valori siano ancora attuali, ma come renderli operativi in un contesto radicalmente mutato. Il modello di gestione valoriale di Simon Dolan insegna che i valori non sono pietre miliari immobili, ma bussole flessibili che devono allinearsi ai momenti che viviamo.

Oggi l’Italia si muove tra una globalizzazione ormai al tramonto e il ritorno di nuovi protezionismi, come dimostra il dibattito sui dazi di Trump. In questo scenario, i valori liberali devono evolvere per rispondere alla realtà: non è più tempo di riflessioni astratte, ma di un’azione che sappia proteggere l’uomo dalla “dittatura dei dati” e dall’algoritmo. I valori non si celebrano: si esercitano attraverso l’azione. Solo agendo sulla base del cambiamento è possibile governarlo, declinando l’eredità liberale in risposte concrete per il sistema Paese.

L’appuntamento di Napoli

Di queste dinamiche si discuterà nell’evento “Valori. Più libertà, più dignità”, che si terrà a Napoli venerdì 23 gennaio alle 17.30 presso l’Hotel Continental. Sarà un momento di riflessione con il Segretario Nazionale Antonio Tajani, i Ministri Casellati e Bernini, il sottosegretario Ferrante e i governatori Schifani, Occhiuto, Bardi e Roberti.

L’incontro, coordinato dal Segretario Regionale Fulvio Martusciello insieme al Vice Coordinatore Regionale Gianfranco Librandi, vedrà la partecipazione di figure di rilievo come Maurizio Gasparri e i segretari locali Iris Savastano e Francesco Silvestro. L’obiettivo è rimettere al centro l’idea che l’identità liberale debba tradursi in pratica quotidiana. Come sottolinea lo stesso Librandi, portando l’esperienza di chi sfida ogni giorno i mercati globali:

“La libertà è il primo valore, quello da cui tutto nasce. Libertà di scegliere, di intraprendere, di pensare, di non essere schiacciati da uno Stato che pretende di decidere al posto dei cittadini. Forza Italia resta la casa di chi crede in una democrazia liberale vera, dove la giustizia non diventa persecuzione e la politica ha il dovere di tutelare la dignità delle persone.”

Guardare avanti

L’identità profonda di Forza Italia si riafferma oggi senza nostalgia, guardando avanti con la stessa passione delle origini. L’appuntamento di Napoli segna la volontà di non essere semplici custodi di un’eredità, ma pionieri di una nuova libertà, capace di rispondere con fermezza e visione alle sfide economiche e geopolitiche del nostro tempo