Orizzonti di pace

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1.

Un turbinio di emozioni forti e dolorose. Una girandola di eventi importanti e contradditori. La strage dei ragazzi, dei bambini di Manchester alla fine del concerto del loro idolo, la cantante Ariana Grande. Il 23 di maggio. La ennesima strage di migranti, anche qui per lo più bambini, nel mare tra la Libia e la Sicilia. Il 24 di maggio. Un “legame” dolente, reso ancora più drammatico dalla “certezza” di molti, anche in Italia, secondo i quali fra i migranti si nascondono spesso terroristi. A prescindere dal fatto che lo “stragista”, peraltro giovanissimo, di origine libica, era nato in Inghilterra ed era al centro di un “coacervo” di intrighi fra Islamismo estremista ed affiliazioni all’Isis, a prescindere anche dalla sottovalutazione del soggetto, e della sua famiglia, comunque noto alle forze delle Intelligence (!?), insieme al dolore impotente, resta questa vittoria costante, ed in progress, della “logica” del terrorismo islamico: rendere il Mondo, ed ora l’Europa in particolare, insicuro; incutere il terrore nelle persone, obbligarle a scelte che ledono e limitano la loro libertà; indurle quindi a cedere alla paura ed a “sposare” quei movimenti politici che “assicurano” repressione, chiusura delle frontiere, costruzioni di Muri. Contrabbandando grette “chiusure” repressive per “sicurezza”, garantita ai cittadini. Così, solo qualche giorno prima, il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, aveva sottoscritto un accordo con l’Arabia Saudita per la fornitura di armi per 110 miliardi di dollari (avete capito bene!?) in dieci anni. Armi per combattere l’Isis e il così detto Stato Islamico. Solo qualche anno prima Putin aveva minacciato la… bomba atomica contro i terroristi islamici. Come se il problema, questo problema così specifico, si potesse combattere solo, o prevalentemente,  con le armi. Dimenticando gli errori macroscopici della guerra in Iraq e della uccisione di Gheddafi in Libia. Solo per elencare.  Lo stesso Trump si è incontrato con Papa Francesco e solennemente ha affermato che “Farà tesoro delle sue parole”. Le parole di Papa Francesco, che sono parole di Pace e di Amore. Quelle di Trump: parole di opportunistica convenienza o di improbabile conversione sulle vie del Vaticano? Chi vivrà, vedrà. Intanto, così va il Mondo. Di questi tempi. Senza leader, prestigiosi e riconosciuti che sappiano indicare una nuova frontiera, sarà difficile sognare orizzonti di Pace.

2.

“La Bellezza salverà il Mondo”: Il testamento-profezia di Oscar Wilde. Un Valore, quello della Bellezza, figlia della Cultura nella cui capacità rigenerante ho sempre creduto. Anche se in molti hanno provato, e provano, a… scoraggiarmi. E smentirmi con le loro scelte. L’omaggio a Giorgio Albertazzi, che abbiamo voluto con l’Associazione Terra, si iscrive in questo anelito inveterato di… costruire Bellezza.  Giorgio Albertazzi, Artista immenso, della cui amicizia e frequentazione mi sono onorato, ci ha donato emozioni e suggestioni indelebili. Anche sull’Isola d’Ischia. Un  omaggio dovuto: a Lui, alla sua Arte, al suo Amore per l’Isola d’Ischia che ha manifestato in ogni dove. Abbiamo proposto al Sindaco di Lacco Ameno di intitolare lo spazio di ingresso di Villa Arbusto, dove egli aveva più volte recitato, “Anfiteatro Giorgio Albertazzi”. Intendiamo inaugurarlo, a breve spero, con una grande “Festa della Bellezza. Omaggio a Giorgio Albertazzi”. Con artisti importanti, a cominciare da quelli, e già ce ne erano qui in questi giorni, che hanno attraversato il suo percorso artistico e ne sono stati segnati. L’aver voluto coinvolgere i giovani del Liceo è stato un momento davvero meraviglioso, arricchito dalla presenza nell’Auditorium del Centro Polifunzionale, di Luisa Corna, splendida Maga Circe sulla spiaggia di Citara nelle prime due puntate, proiettate per quegli studenti, della “Storia del Teatro”, ideata per Rai Due da Giorgio Albertazzi e Dario Fo. I ragazzi, sapientemente “istruiti” da insegnanti sensibili, opportunamente sollecitati dal Preside, hanno avviato un percorso di conoscenza, che non si esaurirà a breve: il giornalino di classe, il sito, le loro interviste curiose, ne sono la testimonianza. Noi anziani proprio questi Valori abbiamo il dovere di trasmettere per evitare che questa cesoia incombente tagli la Storia in due e lasci alle spalle una ricchezza di Cultura, che deve essere alla base di un Mondo migliore. E se questo avverrà nel segno di un  grande, come Giorgio Albertazzi, sarà tanto più indimenticabile.