Orti urbani, boom a Portici tra i condomini. Associazione ne gestisce 40 (senza prodotti chimici)

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C’è un’oasi di verde a Portici tra i parchi condominiali in via Caportano, dove si coltivano orti senza l’aggiunta di sostanze chimiche. Da un’idea è di Andrea Coppola, ex dipendente dell’ Eni, e di sua figlia Stefania è nata “PiùORTIinCIttà”, associazione culturale per la promozione e diffusione degli orti urbani. L’ associazione vuole essere, in una città a forte densità abitativa come Portici, un punto di aggregazione per adulti e giovani che intendono “sporcarsi le mani” con la terra, respirarne gli odori tipici e gustare quel sapore dei prodotti di cui si sta perdendo il ricordo. Andrea Coppola, presidente dell’ associazione, abita in uno dei condomìni di via Caportano ed progettato di aprire alla città quello spicchio di verde, coltivato ad agrumi, e sottratto al degrado 9 anni fa. Nel 2010, infatti, con la scomparsa del proprietario, l’agrumeto rischiava di essere abbandonato e per questo la famiglia Coppola decise di acquistarlo e salvarne le piante. ”Abbiamo recuperato l’antico agrumeto, non più curato da anni, operando potature non invasive e cure naturali”, dice Stefania Coppola, studi in Scienza della Terra, stabilitasi a Milano, ma spesso a Portici per la passione degli orti urbani. ”Da li’ grazie ai residenti, che volevano una vita diversa è nata l’idea di mettere su l’associazione, che dal 2013 cresce grazie alle loro forze e al loro supportò’. Oggi sull’ appezzamento di terra si contano 40 orti, coltivati in prevalenza da donne, oltre ad alberi di limoni, arance e mandarini. Negli orti sono visibili in questo periodo pomodori, erbe da cucina, melenzane, fiori di zucca, more, peperoncini, e prugne, che vengono curati dai soci dell’associazione. Si ritrovano qui anche la sera dopo l’orario di ufficio. Chiunque può iscriversi all’associazione e ricevere un pezzo di terreno di 60 metri quadri da coltivare, ottenere acqua per usi irrigui ed indicazioni per l’acquisto di bulbi e semi. L’ associazione, inoltre, porta avanti un progetto di recupero ambientale con cespugli aromatici e fiori per attirare gli insetti utili all’agricoltura ed ha realizzato una casetta per i pipistrelli che sono molto importanti per il controllo delle zanzare. Nel cuore della terra sorge ‘Campiello dei sogni’, l’orto sinergico “a spirale”, che consente di ottenere una produzione naturale di ortaggi con l’aiuto dell’autofertilità del suolo, senza impiego di tecnologie e prodotti chimici. Più in là c’è un vecchio frigorifero i cui ripiani sono utilizzati come scaffali per i libri di orticoltura che possono essere presi in prestito dai soci. Non solo cura del verde, ma anche iniziative conviviali. Tra le attività organizzate, durante l’anno, negli orti urbani ci sono grigliate e cene con i soci dove ciascuno porta tovaglioli e stoviglie da casa ”per evitare ogni forma di spreco”, dice Stefania, mentre, nel rispetto della natura, eventuali residui di organico vengono utilizzati come concime per il terreno. Un ritorno alle abitudini di un tempo quando i pasti in comune favorivano le relazioni sociali più di quanto oggi accada.