Ospedale Cardarelli, uno spot per sensibilizzare contro l’ictus cerebrale

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Sensibilizzare la popolazione affinché riconosca i sintomi dell’ictus cerebrale così da poter intervenire tempestivamente: questo lo scopo dello spot presentato oggi nell’ospedale Cardarelli di Napoli, realizzato dall’Associazione italiana di Neuroradiologia (Ainr) e dall’Associazione Lotta Ictus cerebrale (Alice). Lo spot, con testimonial Massimo Ranieri, sarà in onda dal 27 febbraio sulle reti Rai e a seguire anche sui canali Mediaset e Sky. Una malattia, l’ictus ischemico, che in Campania ha fatto registrare 9mila casi e che vede il Cardarelli in prima linea anche grazie alle nuove apparecchiature di cui la struttura sanitaria si è dotata dal mese di gennaio. L’ospedale si è dotato di un angiografo biplano e di una risonanza magnetica di ultima generazione che sono state allocate nel padiglione emergenza. “Grazie a queste nuove apparecchiature tecnologiche e alla loro adeguata sistemazione – ha detto il direttore generale del Cardarelli, Ciro Verdoliva – possiamo ridurre i tempi di diagnosi e di conseguenza quelli di intervento terapeutico. Il fattore tempo nel trattamento dell’ictus cerebrale è di fondamentale importanza. Il nostro obiettivo – ha aggiunto – è continuare a elevare gli standard tecnologici e assistenziali per i nostri pazienti perché a oggi, in attesa che decolli l’Ospedale del Mare, il Cardarelli è un faro”. Secondo quanto riferito, l’ictus cerebrale è tra le principali cause di morte e di disabilità. Tra i fattori di rischio ci sono il fumo, il diabete, patologie cardiovascolari, una cattiva alimentazione. Una malattia che, è stato sottolineato da Mario Muto, presidente AINR, “oltre a causare forti disagi al paziente e ai suoi familiari, ha importanti ricadute sui costi sanitari”. Da qui la necessità di una capillare campagna di prevenzione e di sensibilizzazione. I numeri riportati dalla presidente di Alice, Nicoletta Reale, affermano che nell’80 per cento dei casi l’ictus si può evitare attraverso la prevenzione e cure precoci da effettuarsi in strutture idonee e attrezzate. A oggi, in Italia sono 189 le strutture per il trattamento dell’ictus cerebrale di cui l’80 per cento collocate nel Nord del Paese.