Ospedale Monaldi, in volo-ambulanza al Maria Pia Hospital di Torino per operare senza perdite di sangue

147

Il 1° Gennaio 2018 a Napoli, C.M., un paziente di 62 anni, è stato trasportato d’urgenza al Pronto Soccorso lamentando forti dolori al petto. Dopo i primi accertamenti, la diagnosi dei medici dell’Ospedale Monaldi è stata: dissezione aortica. L’indicazione è quella di riparare in fretta la grande arteria, scongiurando il pericolo di rottura improvvisa e violenta emorragia.
Un’operazione del genere, tuttavia, avrebbe richiesto diverse trasfusioni di sangue esterno, procedura indispensabile per permettere allo staff medico di Napoli di intervenire. Ma C.M. è Testimone di Geova pertanto, nel rispetto del suo credo, una trasfusione risulta impraticabile.
Viene scelto, quindi, il Maria Pia Hospital di Torino, struttura di Alta Specialità di GVM Care & Research, in quanto presidio sanitario specializzato nella chirurgia bloodless, la metodica senza trasfusioni compatibile, pertanto, col credo religioso dei Testimoni di Geova.
Il paziente, quindi, è stato trasportato con volo-ambulanza da Napoli a Torino, primo caso in Italia di dissezione aortica a essere trasferito con questa modalità.
“Nel periodo trascorso dall’ingresso in Pronto Soccorso a Napoli all’arrivo a Maria Pia Hospital – spiega il Dottor Sebastiano Marra, Direttore del Dipartimento Cardiovascolare della struttura torinese – il livello dell’emoglobina aveva subito un preoccupante abbassamento. Per questo motivo siamo ricorsi a un protocollo sperimentale: la situazione presentava analogie con pochissimi altri esempi descritti già trattati (7 in tutto al mondo in 13 anni), per la stimolazione rapida degli eritrociti. Tuttavia, dopo ulteriori 5 giorni dal ricovero in reparto, l’aneurisma aortico che aveva dato origine alla dissezione appariva ingrandito di almeno 1 cm”.
Cinque i cardiochirurghi coinvolti nella delicata operazione: la Dottoressa Chiara Comoglio, Responsabile della Cardiochirurgia di Maria Pia Hospital, il Dottor Riccardo Casabona e il Dottor Samuel Mancuso, appena rientrato dagli Stati Uniti al termine di un’importante esperienza cardiochirurgica al Texas Medical Center di Houston. Nel team anche due anestesisti, Dottor Marco Bertora e Dottor Paolo Costa.
L’intervento, durato 5 ore, ha permesso di ricostruire l’aorta con successo utilizzando una metodica d’avanguardia, fondamentale non solo per il trattamento di pazienti Testimoni di Geova ma anche per implementare una cultura interventistica fatta di tantissimi punti d’attenzione all’interno della sala operatoria: una specifica prassi che punta a ridurre al minimo le perdite di sangue e al suo recupero nelle singole fasi procedurali.
C.M. ora sta bene e presto potrà tornare alla propria vita e a una normale quotidianità.