Ospedale scuola di magia per i ragazzi dell’Istituto tumori di Milano

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(Adnkronos) – Apprendisti maghi si diventa, in ospedale. E’ l’ultima avventura dei ragazzi dell’Istituto nazionale tumori (Int) di Milano, che si è trasformato per giorni in una scuola di illusionismo. Con la regia di due maestri d’eccezione: il mago Tittix e Raul Cremona, noto per aver vestito i panni di diversi protagonisti di questo mondo, dal mago Oronzo a Silvano il mago di Milano. Cappelli, elastici e palline per far ritrovare ai giovani pazienti la magia della vita, durante le cure. Il nuovo percorso del Progetto Giovani era incentrato su questo.  

Prima di Natale, i ragazzi hanno disegnato le loro carte magiche, prodotte poi in edizione speciale da Modiano, con i re che fanno la chemio, le regine che indossano bandane colorate, i fanti infermieri e i jolly medici. L’iniziativa ha riscosso molto successo, tanto che le speciali carte, perfette come passatempo estivo sotto l’ombrellone, sono state nuovamente rese disponibili per l’acquisto sull’e-shop solidale dell’Associazione Bianca Garavaglia, che dal 1987 supporta le attività della Pediatria oncologica dell’Int. Poi, nei mesi successivi, 27 giovani pazienti di età compresa tra 14 e 24 anni (14 in trattamento e 13 fuori terapia) hanno partecipato a un vero e proprio laboratorio di magia e prestidigitazione, gestito dai due maghi professionisti (il mago Tittix per 6 lezioni e Cremona per l’ultimo incontro).  

Il risultato di questa esperienza è stato presentato oggi, anche grazie a un video. E alle testimonianze dei ragazzi. Come Marta che ammette: “Solo poco tempo fa ho capito cos’è la magia. Mi sono ritrovata a passare molto tempo in un luogo che pensavo fosse il mio più grande incubo. Quel luogo è diventato la mia ancora di salvezza. Per me la magia è un luogo nel quale mi trovo al sicuro, non giudicata per i miei limiti e difetti, dove posso esprimere me stessa, dove so di essere amata. Mi è capitato di sentirmi così al Progetto Giovani”.  

E’ stato, racconta Andrea Ferrari, che del Progetto Giovani è ideatore e responsabile, “un percorso coinvolgente. I ragazzi si sono divertiti a imparare trucchi. Il tempo trascorso insieme è stato tempo di risate, e già questa è una magia: risate in un reparto di oncologia pediatrica. Ma, soprattutto, tempo di condivisione e racconto, tempo per provare di nuovo a coltivare lo stupore e la meraviglia, a cercare la leggerezza anche in un momento così delicato della loro vita”.  

Il videoclip, intitolato ‘Come per magia’ e presentato stamattina nell’Aula Bonadonna dell’Int, ha voluto raccontarlo. Guidati da Alice Patriccioli, che collabora da anni al Progetto Giovani, e Matteo Silva, educatore del reparto, i giovani apprendisti dell’illusionismo hanno inventato la storia di un ragazzo che decide di partecipare al corso di magia per far colpo su una ragazza di cui è innamorato, hanno preparato la sceneggiatura, hanno recitato, hanno realizzato le riprese e scelto quelle da montare. 

Nato nel 2011, il Progetto Giovani sostenuto dall’Associazione Bianca Garavaglia è parte integrante della Pediatria oncologica dell’Int ed è dedicato ai pazienti adolescenti e giovani adulti con tumore, con la sfida di occuparsi non solo della malattia, ma della vita dei ragazzi, facendo entrare in ospedale la loro normalità e la loro forza. “Questi ragazzi – dichiara Marco Votta, presidente dell’Int – raccontano la loro esperienza con coraggio e con il sorriso sulle labbra e sono per noi fonte di ispirazione e di esempio”. Il Progetto Giovani, aggiunge Carlo Nicora, direttore generale Int, “propone un’organizzazione multidisciplinare diversa dai soliti standard, un modello nuovo di cultura sanitaria. L’ospedale diventa così anche luogo dove si porta la bellezza e l’arte, dove si fa cultura, oltre che luogo dove si cura e ci si prende cura”. 

I pazienti adolescenti, evidenzia Maura Massimino, direttore della Struttura complessa Pediatria oncologica dell’Int, “hanno bisogno di centri e progetti dedicati capaci di offrire loro tutto il supporto globale indispensabile perché la loro vita non sia del tutto sospesa dall’irruzione della malattia nella quotidianità, ma occorre anche affrontare con determinazione il problema della difficoltà di accesso ai centri e ai protocolli di cura”.  

Ogni anno in Italia si ammalano di tumore 800 adolescenti tra i 15 e i 18 anni. Le probabilità di cura globali sono buone, ma è indispensabile che i pazienti riescano a ricevere le cure giuste, nei tempi giusti e nei luoghi giusti. “A parità di malattia – conclude Ferrari – un adolescente ha meno probabilità di guarire di un bambino. Gli adolescenti malati sono in una terra di mezzo tra due mondi, quello dell’oncologia pediatrica e quello dell’oncologia medica dell’adulto; e talvolta questo viene pagato con l’assenza di protocolli dedicati”.