Ospedale Vanvitelli, grazie a una donazione anonima possono rientrare in Italia due ricercatori

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in foto il Policlinico Vanvitelli

Due cervelli in fuga che dopo aver lavorato all’esterno sono tornati nella loro terra, la Campania, grazie alla donazione di una donna rimasta nell’anonimato. È la storia raccontata da Francesco Trepiccione, professore associato di Nefrologia, e Miriam Zacchia, ricercatrice in Nefrologia, entrambi dell’azienda ospedaliera universitaria Luigi Vanvitelli. “Svolgevo il post doc a Parigi, nell’ospedale Pompidou, e dalla Campania mi comunicano che una napoletana rimasta anonima – racconta Trepiccione – aveva fatto una grossa elargizione alla divisione di nefrologia della Vanvitelli. Lei aveva avuto problemi di salute in ambito renale risolti dal policlinico Vanvitelli”. “Grazie a quella donazione – spiega Zacchia – sono stati finanziati i budget per due posti da ricercatore”. Cosi’ Zacchia e Trepiccione, che pensavano di continuare la loro carriera in Francia o in Canada, sono tornati in Campania. Oggi, a distanza di quattro anni da quella donazione, sono diventati ricercatrice e professore associato e lavorano nella clinica nefrologica. Nel reparto e’ presente una targa che ricorda il gesto della donna.