Osservatorio Methrica–Banca Generali: la fotografia delle imprese campane tra Esg e innovazione

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Le piccole e medie imprese campane che puntano a competere sui mercati devono rafforzare la struttura gestionale e migliorare l’accesso ai capitali. È quanto emerge dalle prime rilevazioni dell’Osservatorio Sostenibilità e Innovazione per le Pmi del Sud Italia, promosso da Methrica con Banca Generali e in collaborazione con l’Università degli Studi di Napoli Federico II.

Lo studio ha analizzato un primo campione di aziende particolarmente sensibili ai temi della sostenibilità, con l’obiettivo di individuarne gli elementi distintivi nelle sfide di crescita, tra governance, innovazione e attrattività verso investitori e partner industriali.

Governance ancora concentrata nelle imprese familiari

I dati preliminari evidenziano come la continuità aziendale nelle imprese a proprietà familiare resti fortemente legata alla tutela del patrimonio e al rafforzamento dei modelli organizzativi. La governance appare ancora fortemente accentrata: nel 61,9% dei casi è presente un amministratore unico, una scelta che incide in modo significativo sui processi decisionali, soprattutto in contesti caratterizzati da legami di parentela.

ESG: migliorano i codici etici, ma mancano strutture di controllo

Sul fronte ESG, molte imprese hanno avviato un percorso di formalizzazione. Il 66,7% delle aziende analizzate adotta codici etici o procedure interne, mentre resta limitata la presenza di strutture dedicate alla supervisione della sostenibilità: nel 71,4% dei casi mancano comitati specifici.

Anche l’innovazione resta prevalentemente operativa. Nel 47,6% delle imprese si traduce in un miglioramento incrementale dei processi industriali, mentre solo il 19,1% dichiara di sviluppare innovazione progettuale con obiettivi ESG espliciti.

Intangible asset e M&A come leva di crescita

Secondo l’Osservatorio, l’integrazione dei presìdi ESG e la valorizzazione della proprietà intellettuale rappresentano un fattore chiave per rafforzare la percezione delle imprese presso gli stakeholder, in particolare investitori e partner industriali. Un modello di gestione più evoluto favorisce opportunità di crescita dimensionale, dalla diversificazione del business all’internazionalizzazione, anche attraverso operazioni di M&A.

Il workshop a Napoli

I risultati sono stati presentati a Napoli nel corso di un workshop dedicato, con un panel di esperti composto da Leandro Francesco Bovo (Banca Generali), Raffaele Ciccarelli (Intermonte Sim), Pierluigi Franzò, Salvatore D’Aniello, Roberto Corradini, Enzo Ruini (Banca Generali) e Pierluigi Rippa, presidente dello spin-off Methrica.

Ai saluti introduttivi hanno partecipato Matteo De Lise per l’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Napoli, Andrea Prota per l’Ordine degli Ingegneri di Napoli, Sergio Sgaglione, area manager Campania di Banca Generali Private, e Giovanni Landi, amministratore delegato dello spin-off Methrica.

Il “capitale invisibile” delle imprese del Sud

«Al centro dell’attività dell’Osservatorio – ha spiegato Landi – c’è l’obiettivo di monitorare e raccontare l’evoluzione delle Pmi del Mezzogiorno, con uno sguardo attento a sostenibilità e innovazione, ma anche a ciò che il mercato spesso non vede: il capitale umano e intellettuale».

Un patrimonio immateriale fatto di competenze distintive, relazioni territoriali, know-how tecnico, leadership silenziosa e modelli di governance innovativi. «È questo capitale invisibile – ha aggiunto – che spesso tiene in piedi le imprese del Sud anche in contesti difficili e rappresenta la vera leva per un cambiamento autentico e sostenibile».

Ricerca su capitale intellettuale e valore economico

Le attività scientifiche dell’Osservatorio prevedono un approfondimento sugli asset intangibili delle Pmi meridionali, come brevetti, marchi, competenze distintive, segreti industriali, welfare aziendale e capacità relazionali. L’obiettivo è valutare in che misura questi elementi, sempre più rilevanti per gli investitori, possano garantire valore economico e sostenere la crescita del modello di business.

in foto Leandro Francesco Bovo