P.T. Perdita di tempo: nel noir di Al Gallo l’ultimo ruggito del Re Leone

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di Fiorella Franchini

“Il vero potere non ha bisogno di tracotanza, barba lunga, vocione che abbaia. Il vero potere ti strozza con nastri di seta, garbo, intelligenza” rifletteva Oriana Fallaci. P.T. Perdita di tempo di Al Gallo, edito da Homo Scrivens per la collana Dieci, affronta in forma letteraria il crimine, il male dal punto di vista etico, la cronaca nera dell’umanità. Con una storia avvincente e uno stile disinvolto, l’autore ci descrive personaggi produttori di sofferenza, capaci di mentire e di uccidere, spingendo il lettore ai confini del pensiero, per sondare l’oscurità che si annida nella nostra stessa coscienza. Ne scaturisce una riflessione sulla doppia natura di ognuno di noi, sospesi tra istinto e ragione, tra necessità e libertà, insieme carnefici e vittime. Ignazio Settesoldi è un imprenditore di origine napoletana che vive in Costa Brava con la famiglia, ma il suo vero nome è Gennaro Tilgher, uno spietato killer di camorra soprannominato Re Leone. Due personalità, due famiglie, due esistenze contrapposte e una narrazione che si amplifica in mille tonalità. Un thriller dove si mescolano azione e passione, astuzie e ricatti in un continuo capovolgimento di ruoli e situazioni. Non si può sfuggire all’angoscia di scoprire insistenti verità sul mondo reale, quello dei nuovi criminali in giacca e cravatta, razionali e insospettabili. Ignazio Settesoldi è dotato di un’intelligenza geniale, eppure ha scelto di infliggere dolore e morte, accecato dal desiderio di potere, da un bisogno sottile di controllare, di possedere. La volontà di dominio sugli altri ha prevalso su tutti i sentimenti e ciò, non solo riesce a dargli un piacere unico, ma risponde a un profondo istinto di sopravvivenza. Un padre amorevole, un marito a suo modo fedele, un imprenditore di successo, un sicario infallibile, Gennaro alias Ignazio è la rappresentazione delle innumerevoli maschere che siamo capaci d’indossare più o meno inconsapevolmente durante la nostra vita, delle contraddizioni che spesso ci dilaniano. Nessun uomo cerca il livellamento della propria personalità, piuttosto si adopera, come il protagonista, per realizzare il migliore compromesso possibile fra i tanti elementi, quasi sempre contrastati tra loro, che popolano il suo mondo interno. Ciò verso cui tendiamo è la conciliazione dei cosiddetti “opposti psichici”, dimensioni ambivalenti e diversificate come il giorno e la notte. Un romanzo cinematografico in cui fantasia e realtà si coniugano in una prosa fluente, dipanando un intrico di passioni e di sentimenti. Intorno al protagonista una variegata umanità: Nik Polverino, vanesio e imbroglione ma nient’altro che una nullità, Walter Brugo, cocainomane, crudele per gioco; Tony Cinque, il poliziotto-camorrista, la moglie napoletana Regina assuefatta al mondo delittuoso del marito e Consuelo, la consorte colombiana, entrambe disposte a tutto per il proprio uomo. Per ognuno l’autore ci mostra sempre una doppia faccia che irrita e impressiona, talvolta commuove come per Capo Bennato e suo figlio Sal e il loro difficile rapporto, o Lassaad Azzabi e suo padre che, sebbene a caro prezzo, riescono a non chinare la testa, simbolo di una ribellione difficile ma non impossibile. Sullo sfondo una città ferita, decadente, che puzza di malavita e corruzione, ripiegata sul ricordo di una bellezza prorompente che non riesce a riscattarsi. Il finale a sorpresa lascia filtrare un raggio di speranza; anche per Ignazio, così abituato a calibrare emozioni e istinti, arriverà un momento di rottura di quell’insano equilibrio. Il ritorno a Napoli lo costringerà a fare i conti con il suo passato, ma sarà una vera abdicazione o un altro travestimento? “Il potere nella sua intima essenza e al suo culmine sdegna le trasformazioni, basta a se stesso, vuole soltanto se stesso” afferma Elias Canetti. Chi è stato intossicato almeno una volta da questo impulso, difficilmente riesce volontariamente ad abbandonarlo, a rinunciare a quell’ansia che dà sollievo. L’ultimo colpo di scena seminerà tra le pagine nuove domande: chissà se quell’aereo diretto verso una nuova esistenza lascerà indietro per sempre il ruggito del Re Leone.