Pa: Cnel, settore civile permanente criticità del sistema giudiziario

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Roma, 18 lug. (Labitalia) – Nella Pa, una delle permanenti criticità in termini di efficienza è nel sistema giudiziario, con particolare riguardo al settore civile. Si legge nella ‘Relazione annuale sulla qualità dei servizi offerti dalle Pa centrali e locali a imprese e cittadini’, relativa all’anno 2017 del Cnel. L’Italia, tuttavia, nel periodo 2010-2014, ha conseguito miglioramenti rilevanti, insufficienti però a recuperare il divario con la media europea. Sul fronte dell’offerta diversi indicatori suggeriscono che fattori organizzativi costituiscano un freno importante al processo di miglioramento, nonostante un’elevata clearance rate nel confronto internazionale (il rapporto tra numero di casi definiti e numero di casi iscritti che misura la capacità di un ufficio o di un intero sistema giudiziario di definire e quindi smaltire i casi sottoposti al giudizio in un intervallo di tempo).

Gli indicatori della Banca mondiale sulla qualità organizzativa, vedono l’Italia tra i paesi più ‘virtuosi’ per disponibilità di adr (dall’acronimo inglese di alternative dispute resolution, ossia metodi alternativi di risoluzione delle controversie).

Soddisfacente appare il livello di informatizzazione. Si segnalano, invece, carenze sul fronte della gestione degli uffici. Una debole diffusione di cultura dell’organizzazione sembrerebbe richiedere programmi di investimento di lungo periodo in formazione mirata ai responsabili degli uffici. Anche in questo campo, tuttavia, si registrano crescenti differenze di performance sul territorio italiano, con il nord-ovest italiano che, dal punto di vista della giurisdizione civile, rappresenta un’area in cui una impresa italiana o straniera, può operare alle stesse condizioni delle grandi città europee comparabili.