Pa: consulenti lavoro, sempre più critici rapporti con cittadini

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Roma, 18 mag. (Labitalia) – “Non è facile gestire i rapporti con la pubblica amministrazione. Lo sanno bene i consulenti del lavoro, che quotidianamente nel loro ruolo di intermediari sono alle prese con una lunga serie di disservizi e disguidi generati dall’interlocuzione con gli enti pubblici. Per questo motivo, in occasione dell’assemblea dei Consigli provinciali dell’Ordine dei consulenti del lavoro, in corso di svolgimento presso la Link Campus University di Roma, il Consiglio nazionale ha avviato una ricognizione interna per giungere a un ‘Libro bianco’ sulle disfunzioni degli enti di riferimento, che sarà presentato al prossimo governo e, in particolare, ai futuri ministri del Lavoro e dell’Economia”. E’ quanto si legge in una nota. “Molte criticità operative -spiega- sono già state raccolte in un documento contenente alcune proposte con cui favorire la compliance tra amministrazioni pubbliche, cittadini e professionisti”.

“Non basta la digitalizzazione dei processi -spiega la presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei consulenti del lavoro, Marina Calderone- per favorire il dialogo tra la pubblica amministrazione, le imprese e i professionisti: è necessario prima di tutto che gli enti accolgano i suggerimenti di chi, come i consulenti del lavoro, vive giornalmente la realtà e le difficoltà delle imprese. Per questo, forniremo al nuovo governo un pacchetto di criticità e di soluzioni con cui rendere questo Paese più efficiente e competitivo”.

Una situazione critica, ad esempio, “è quella riscontrata con l’Inps, che continua a disconoscere – avverte – i rapporti di lavoro subordinato avviati nelle imprese a carattere familiare, indipendentemente dalla verifica dei presupposti della subordinazione”.

“Nonostante il nostro ordinamento non preveda una norma che vieti l’assunzione di familiari con un contratto di lavoro subordinato, l’Istituto insiste su questa posizione generando contenziosi che allungano tempi e costi della giustizia e in cui, alla fine, risulta soccombente”, aggiunge.

Inoltre, osserva, “nonostante gli uffici siano deputati all’accoglienza delle utenze, l’accesso da parte degli operatori qualificati, come i consulenti del lavoro, è legato a un’agenda appuntamenti elettronica che rimane succube dei capricci dell’informatica e della discrezionalità della sede stessa”. “Si rende così problematico, se non a volte impossibile, sia programmare la propria attività sia intervenire nei casi di urgenza. Altre criticità si riscontrano nella gestione delle politiche attive del lavoro”, sottolinea.

“Il Consiglio nazionale -sottolinea- non può che essere favorevole alla creazione di un sistema informativo unitario performante, che diventi unico punto di riferimento per gli utenti in cerca di collocamento e per gli operatori pubblici e privati. Ad oggi i servizi per l’impiego hanno assunto un’articolazione disomogenea tra le Regioni, contribuendo ad aumentare il divario di opportunità che caratterizza il mercato del lavoro italiano”.