Pa: Fp Cida a Bongiorno, salvaguardare ruolo e funzioni dirigenti

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Roma, 30 lug. (Labitalia) – “Abrogare le norme che minano l’imparzialità del dirigente pubblico, accelerare la trattativa per il rinnovo contrattuale dei dirigenti delle Pa, contrastare la precarizzazione del lavoro e delle mansioni del dirigente”. Sono queste le tre richieste che Giorgio Rembado, presidente di Fp Cida, ha rivolto al ministro della Funzione pubblica, Giulia Bongiorno, in occasione del primo incontro con tutte le sigle sindacali rappresentative. “Nel presentare programma e staff ai sindacati – ha detto Rembado – il ministro ha ribadito la scelta di non voler impegnarsi in riforme ‘epocali’ della pubblica amministrazione, preferendo interventi legislativi ‘mirati’ sulle problematiche che emergeranno nei prossimi mesi. Da parte nostra abbiamo voluto indicare tre linee di azione che, pragmaticamente proprio con delle misure ad hoc, possono contribuire all’obiettivo di una P.A. più efficiente e con dirigenti più motivati”. Per la Fp Cida, “innanzitutto c’è da sbrogliare la ‘matassa’ dei rinnovi contrattuali dei dirigenti: dopo ben 9 moratorie si corre il rischio di arrivare alla stagione 2019/2021 senza aver chiuso le tornate precedenti; inoltre c’è l’aspetto dell’armonizzazione normativa e dei trattamenti retributivi per i dirigenti della stessa area contrattuale”.

“Certamente è un problema di risorse, ma l’abbiamo voluto segnalare al ministro per inserirlo fra le priorità del nuovo Dicastero”, sottolinea Rembado. Il presidente di Fp Cida riferisce che al ministro Bongiorno “abbiamo anche ribadito la nostra opposizione alla strisciante precarizzazione della figura dirigenziale pubblica, sotto il profilo della stabilità e di una funzione che sia coerente con l’impostazione che ne viene data dalla carta costituzionale”. E a questo proposito, aggiunge, “abbiamo denunciato la presenza di tre leggi che a nostro avviso vanno abrogate perché depotenziano, fino quasi a vanificarla, quell’imparzialità che la nostra Costituzione indica fra i valori fondanti della funzione svolta dal dirigente pubblico”. “Si tratta -spiega- di tre decreti legge (poi convertiti in legge) il 78/2010, il 138/2011 e il 90/2014, che varati da governi diversi, concorrono a erodere lo ‘status’ di dirigente pubblico: dal declassamento anche in assenza di valutazioni negative, ad incarichi meno retribuiti; al trasferimento anche prima della naturale scadenza per non precisati mutamenti organizzativi; alla sostituzione fino al 30% di dirigenti di comuni e province con figure professionali esterne sulla base di rapporti fiduciari”.

“Abbiamo voluto rappresentare al ministro Bongiorno l’impegno della dirigenza per una pubblica amministrazione sempre più efficiente e moderna: un obiettivo -osserva ancora- che richiede, tuttavia, un’azione incisiva del ministero contro ogni tentativo di assoggettare il dirigente al potere politico e partitico: dalla conclusione dei contratti, al rifiuto della precarizzazione, all’abolizione di norme che ne ledono l’imparzialità”. “Su questi tre fronti, come Fp Cida, siamo pronti al confronto ed a dare il nostro contributo, ma anche a mettere alla prova la capacità innovativa del Governo”, conclude Rembado.