Pa: Treu (Cnel), decisiva opera di servizio per cittadini e crescita Paese

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Roma, 18 lug. (Labitalia) – “Il Cnel presenta il Rapporto sulla qualità dei servizi pubblici perché ritiene che l’opera delle pubbliche amministrazioni, in particolare di quelle di servizio, sia decisiva. Oltre che per il benessere dei cittadini, per la qualità e la sostenibilità della crescita del Paese”. A dirlo il presidente del Cnel, Tiziano Treu, presentando la VI Relazione annuale sui livelli e la qualità dei servizi offerti dalle pubbliche amministrazioni centrali e locali alle imprese e ai cittadini.

“L’impegno del Cnel in questa ricerca -spiega- si connette con le attività da tempo svolte in collaborazione con l’Istat per l’elaborazione dell’indice Bes, l’indicatore per il benessere equo e sostenibile. Voglio sottolineare l’importanza di questo nuovo Rapporto, che mostra risultati migliori di quelli degli anni passati, in particolare affinando gli indicatori di performance e lo stesso sistema informativo riguardante le performance pubbliche avviato con l’Istat”.

“Si tratta -sottolinea Treu- di indicatori diversi di input, output e outcome, presentati anche con confronti con Paesi vicini, sulla base delle metodologie utilizzate in sede Ocse. Ci ripromettiamo in futuro di rafforzare ulteriormente queste indagini, anche integrandole con valutazioni che non siano solo provenienti dalla pubblica amministrazione, ma verificate in modo diretto e partecipativo da parte dei cittadini, utenti dei servizi”.

“Ora che -avverte- l’impegno per la valutazione è un obiettivo riconosciuto come prioritario sul piano normativo, da ultimo anche nella riforma Madia: si tratta di renderlo effettivo e di garantirne implementazione. Un compito particolarmente importante nel nostro Paese, che ha tradizionalmente una scarsa cultura della valutazione, come io stesso ho potuto sperimentare nelle mie esperienze amministrative. Per questo vogliamo approfondire metodi di valutazione oggettiva, in alcuni settori che riteniamo particolarmente importanti per i cittadini”.

“Il rapporto -sottolinea- presentato oggi approfondisce anche le criticità presenti in alcuni settori, tra i quali l’istruzione e la ricerca, sempre più decisive nel futuro dell’economia e nello sviluppo digitale della nostra società. Particolare attenzione è dedicata alle diseguaglianze nella erogazione dei servizi pubblici nei vari territori. Diseguaglianze che assumono particolare gravità in ambito sanitario, ma anche nei servizi all’impiego, argomenti centrali nei programmi del governo”.

“Il Cnel -fa notare il presidente- è impegnato su questo fronte anche con un progetto di ricerca sulle implicazioni occupazionali dell’innovazione digitale. Un compito che intendiamo svolgere non solo nei settori privati ma anche nelle pubbliche amministrazioni, sulla base di un’intesa a suo tempo intercorsa con il ministero della funzione pubblica e che ci auguriamo di poter continuare”.

“Questi temi -continua- impegnano non solo il Cnel italiano, ma i Cnel presenti in 21 paesi dell’Unione europea e il Comitato economico e sociale europeo con cui siamo in rapporti continui, anche per rafforzare la presenza italiana nella fase ascendente delle politiche europee. Il particolare contributo del Cnel a questi temi deriva dal fatto che, al nostro interno, la perizia tecnica degli esperti si combina con le conoscenze e le informazioni sociali provenienti dalle rappresentanze di tutte le maggiori organizzazione delle imprese e del lavoro presenti nel consiglio”.

“Grazie a questi contributi e al lavoro di approfondimento -commenta- su temi di particolare attualità (esempio sviluppo della gig economy, sistema blockchain applicato al lavoro, rappresentanza effettiva dei ccnl) riteniamo di poter fornire anche al governo e al Parlamento analisi oggettive e socialmente rilevanti sui temi di maggiore importanza per i cittadini. Riteniamo che, con le conoscenze tecniche e sociali che racchiude, il Cnel possa davvero arricchire le opzioni di policy offerte al governo e al Parlamento, aprendosi alla partecipazione diretta dei cittadini sui problemi che li riguardano direttamente e contribuendo ad un utile quanto complesso progetto di riavvicinamento delle persone alla politica.

“La partecipazione dei cittadini, che noi vogliamo sollecitare anche con consultazioni pubbliche, è un arricchimento della democrazia in linea con le indicazioni della nostra Costituzione e può fornire un contributo al miglioramento delle performance delle pubbliche amministrazioni. E’ con questi propositi che l’assemblea del Cnel ha rivolto a tutte le forze sociali e politiche un appello per la riforma e il miglioramento del Consiglio, convinti che la strada da perseguire non sia la sua abolizione ma il potenziamento delle sue funzioni, la valorizzazione delle associazioni rappresentative in esso presenti e l’apertura anche ad altre realtà della società civile organizzata”, conclude Treu.