Paesaggio, a Sorrento “auto-abbattimenti educativi” nel nome della co-pianificazione

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Togliere per aggiungere, sembra un paradosso e invece è una rivoluzione. Quella in atto al confine tra Sorrento e Sant’Agata dei due Golfi, dove un pugno di cittadini e imprese stanno procedendo ad auto-abbatimenti di edifici in nome della “responsabilizzazione culturale” e tutela del paesaggio. Oggetto dell’intervento è il Complesso Marecoccola, ex resort di lusso sequestrato nel 2007 per abusi edilizi.

Invece che la natura, da allora ad averla vinta è stata solo la burocrazia. Tutto è rimasto sigillato e, appunto, uguale a prima. Ora, stanchi di aspettare sanatorie e miracoli dalle nuove leggi urbanistiche, grazie all’art.14 della legge 241, i titolari puntano sulla “co-pianificazione” e avviano un processo di abbattimenti e di riuso sul principio della “sottrazione addizionante”. Dopo aver presentato una regolare “Scia” al Comune, domani 13 gennaio, tra molta incredulità tra gli ambientalisti e rappresentanti delle istituzioni, inizia la sottrazione con auto-abbattimenti mirati non solo orientati ad eliminare abusi ma a dare valore alla sottrazione di incoerenze culturali rispetto ai temi della fragilità del paesaggio sublime mediterraneo.

A innescare il processo di responsabilizzazione è stato il “certosino errante” Pasquale Persico, teorico del paesaggio tra i più apprezzati in Italia, che ha convinto imprese ed operatori ad operare in tal senso modificando la propensione ad aggiungere volumi in un territorio oramai soffocato da densità improprie causate dall’esplosione al turismo di consumo rispetto a quello esperenziale. “Il riuso – spiega Persico, responsabile piano socioeconomico del Parco dei Monti Lattari – è un cambiamento di comportamento teso ad evitare storie come il Mostro del Fuenti o di Vico che hanno previsto procedure e negoziati infiniti. L’auto disciplina e la crescita culturale alla base del processo di sottrazione e restituzione”.